Peregrinatio

San Colombano il santo europeo

Così lo ha definito Papa Benedetto XVI per il suo operato e per la precoce consapevolezza dell’unità culturale europea.

Senza dubbio, una figura centrale del monachesimo occidentale.

Irlandese, nato a metà del VI secolo, abbracciò fin da giovanissimo e totalmente l’ideale ascetico, conducendo una vita di preghiera, studio e penitenza.

Giunto alla piena età adulta, manifestò il desiderio di intraprendere la peregrinatio pro domino. Una missione con scopo evangelico, pratica allora molto diffusa nella tradizione monastica celtica.

Nel 590 circa si mise in viaggio diretto verso il continente europeo, lacerato dalle invasioni barbariche, insieme a dodici monaci. Giunse sino a Bobbio, nel Nord Italia, dove morì all’età di 73 anni.

Durante questo lungo viaggio tra la Manica e gli Appennini, affrontò numerose peripezie, si confrontò con i più noti personaggi della sua epoca e assieme ai suoi compagni fondò diversi importanti monasteri.

Cosa significa per noi oggi la peregrinatio pro domino?

In un mondo per certi versi molto simile a quello di San Colombano, di fronte ad una Europa da ripensare e al declino in generale dell’Occidente, è per noi una missione imprescindibile quella di portare il modello culturale e religioso di impronta monastica.

Almeno nei territori a noi più vicini, nell’area padano alpina e a ridosso di importanti vie di pellegrinaggio dal forte coinvolgimento ideale e spirituale.

Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti sarà pertanto promotrice e sostenitrice di progetti culturali monastici come quello creato e implementato a Novalesa alle falde del Moncenisio lungo la Via Francigena.