Ad una ventina di chilometri da Torino, all’imbocco della Valle di Susa, il monte Musinè accende da sempre la fantasia dei cultori di misteri. C’è chi afferma che il suo nome sia na contrazione del piemontese Mont Asinè, monte degli asini, mentre invece deriva dal latino Vixinerius, la “ montagna del villaggio”, come attestano documenti di epoca medievale. Si tratta di un antichissimo vulcano inattivo da millenni, il cui aspetto è, già di per sé curioso: mentre la sua base è ricca di vegetazione, a mano a mano che si sale questa si dirada, fino a scomparire quasi all’improvviso. Le opere di rimboschimento si sono sempre rivelate inutili, incrementando il fiorire di storie fantastiche: secondo alcuni, sarebbe un’incessante processione di anime dannate a rendere maledetta la terra,secondo altri le viscere del monte celerebbero una base aliena le cui emanazioni impedirebbero l’attecchimento della vegetazione. Il Musinè è ricco di manufatti e reperti.

Sulla sua cima vi è una croce in cemento, eretta nel 1901, ricorda la vittoria di Costantino, inoltre nel 1973 comparve una lapide metallica, che suscitò molta curiosità: recava un messaggio il cui misterioso contenuto poteva evocare autori extraterrestri e ciò diede il via alle scampagnate domenicali. Radio locali fomentarono queste “ balle spaziali”, vennero organizzate gite turistiche e veglie galattiche in attesa che E.T. si facesse vivo. Poi, un bel giorno del 1984, la lapide scomparve: ci fu chi disse che erano stati gli extraterrestri a rimuoverla “ perché l’umanità non era ancora pronta per un messaggio di così alto valore spirituale ed esoterico”, mentre invece si era trattato di un gruppo di archeologi, stanchi dei danni che le orde dei turisti stavano provocando sul monte. Alcuni esoteristi, però, non si arresero: fecero realizzare una copia della lapide e la cementarono alla base della croce, dove si trova tutt’ora. C’è chi insinuò che anche la prima fosse opera loro: ah….le malelingue.

Tratto da: Laura Fezia – Il giro di Torino in 501 luoghi

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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