Proprio nel cuore di Milano c’è un luogo che pochi in Italia conoscono, macabro e anche un po’ inquietante: San Bernardino alle Ossa, una piccola chiesa che contiene un ossario con pareti decorate con centinaia di ossa umane. Omeri, tibie, teschi e femori si alternano perfettamente a decorazioni rococò.

Nonostante l’atmosfera lugubre la storia di questo luogo riesce a conservare ancora oggi il suo fascino.

La Chiesa di San Bernardino alle Ossa si trova in Piazza Santo Stefano, a soli 600 metri a piedi da Piazza Duomo.

Tutto ebbe inizio nel 1127 quando viene costruito l’Ospedale di San Barnaba in Brolo come rifugio per i trovatelli della città e nel 1150 viene aggiunto anche l’Ospedale di Santo Stefano alla ruota, poco distante dalla basilica di Santo Stefano. Di conseguenza viene edificato un cimitero per seppellire i defunti degli ospedali.

Dopo poco tempo però ci si rende conto che lo spazio del cimitero è insufficiente, così venne creata una camera dove raccogliere tutte le ossa esumate dal cimitero stesso. Di fianco all’ossario nel 1269 viene creata una piccola chiesa dedicata a Maria Vergine, a San Sebastiano e a Sant’Ambrogio.

Nel XV secolo questa chiesetta fu concessa in uso alla confraternita dei Disciplini che aggiungono San Bernardino da Siena come nuovo patrono, santo appartenente al loro ordine. Nel frattempo nel 1642 il campanile della Basilica di Santo Stefano crolla distruggendo sia l’ossario che la chiesetta. Quest’ultima fu subito ricostruita, ma i lavori dell’ossario terminarono solo nel 1695.

Verso la metà del 1700 i fedeli devoti a San Bernardino aumentarono costringendo la Confraternita dei Disciplini ad ampliare la chiesa. Ecco che così nasce l’attuale Chiesa di San Bernardino alle Ossa, con la vecchia chiesetta che fa da atrio a quella nuova.

Inoltre all’interno della cappella-ossario tutte le ossa presenti vengono sistemate in maniera davvero scenografica secondo schemi decorativi che fanno quasi paura.

L’Ossario San Bernardino alle Ossa incuriosì anche Giovanni V, re del Portogallo, che venne a visitarlo. Rimasto entusiasta della struttura ne fece costruire una simile a Evora, vicino a Lisbona, a cui diede il nome di “ Capela dos Ossos”.

Tratto da: www.scopriremilano.com

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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