Nel 1453, tanto per cambiare, l’esercito sabaudo era impegnato a far sloggiare i francesi dal Piemonte e naturalmente la Valle di Susa era uno dei teatri di guerra più frequentati. Presso il Forte di Exilles vi fu una cruenta battaglia e nella confusione che seguì, alcuni ladri si introdussero nella chiesa di Santa Maria e rubarono tutto ciò che conteneva, compreso il calice con il Santissimo Sacramento. Caricato il sacco con la refurtiva sul dorso di un mulo, partirono alla volta di Torino, dove giunsero il 6 giugno: ma quando arrivarono in Piazza delle Erbe, dove si teneva il mercato, il mulo si impuntò, tanto che i due malviventi iniziarono a frustarlo fino a farlo stramazzare. Insieme al povero animale, cadde anche il sacco, il cui contenuto si sparpagliò tutto intorno attirando l’attenzione dei passanti: dall’ostensorio, l’ostia consacrata iniziò a librarsi verso l’alto, rimanendo sospesa a mezz’aria e inondando di luce tutta la piazza. La popolazione presente cadde in ginocchio, il vescovo Lodovico da Romagnano e altri sacerdoti, chiamati in tutta fretta dal chierichetto Bartolomeo Cicconio, si raccolsero in preghiera finchè l’ostia, scendendo lentamente, si andò a posare con delicatezza nella pisside che il vescovo le porgeva. La particola venne conservata in Duomo, dove per lungo tempo costituì oggetto di venerazione da parte dei fedeli e quando non fu più possibile mantenerla in buone condizioni, venne consumata nel corso di una messa solenne. Per ricordare il miracolo eucaristico, nel 1598, dopo alcuni anni di discussioni e tentativi di compromesso tra le autorità e i membri della confraternita dello Spirito Santo, fu costruita la basilica del Corpus Domini, in via Palazzo di Città. Esiste una relazione di questo evento, corredata dai nomi di alcuni testimoni, stilata da un certo Giovanni Galesio, anche se forse il gentiluomo, per assicurarsi il benvolere del clero locale, aggiunse alcuni fronzoli e una manciata di effetti speciali.

Laura Fezia – Il giro di Torino in 501 luoghi, Newton Compton Editori

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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