Abbazia di San Colombano a Bobbio

Nel 612, San Colombano è in Italia. A Milano, allora capitale del regno longobardo, lo accolsero benevolmente il re Agilulfo di confessione ariana ma di mentalità tollerante, e la moglie Teodolinda, fervente cattolica.

L’accordo con il re e la fondazione

Agilulfo incaricò Colombano di tentare una mediazione diplomatica con il Papa per legittimare il suo regno. In cambio gli concesse di fondare un nuovo centro di vita monastica a Bobbio. La donazione è testimoniata da un documento datato 24 luglio 613.

Colombano, giunto a Bobbio nell’autunno del 614, restaurò l’antica chiesa di San Pietro e vi edificò attorno il primitivo cenobio; sull’esempio dei monasteri irlandesi: semplici celle in legno e paglia, una cappella per i fedeli e alcuni locali di servizio. Dopo un solo anno, morì, il 23 novembre 615, all’età di circa 73 anni. La sua tomba si trova tuttora nella cripta dell’abbazia insieme a quelle degli abati suoi successori.

Come detto, il primitivo cenobio venne edificato nel 614 attorno all’antica chiesa di San Pietro, che sorgeva sul sito dove oggi è il castello malaspinano. La struttura era semplice e ricalcava il modello dei monasteri irlandesi, costituiti da capanne in legno, raccolte intorno ad una chiesa, circondati da una palizzata.

Fama europea

Nei secoli successivi la morte del santo, il monastero accrebbe la sua influenza religiosa, culturale e sociale sino a divenire uno dei più importanti centri monastici d’Europa; una sorta di Montecassino dell’Italia settentrionale. Oltre ai vasti possedimenti che si estendevano in Emilia, Toscana, Liguria, sino al Lago di Garda, la sua fama era legata soprattutto alla presenza dello scriptorium e di una vasta biblioteca. Questa, nel 982, vantava un catalogo comprendente oltre 700 codici, tra cui alcuni dei manoscritti più antichi della letteratura latina, esistenti al mondo.

Nonostante la potenza del monastero e le sue ricchezze, i monaci sottoposti alla regola colombaniana conducevano uno stile di vita austero, praticando il digiuno, pregando, lavorando e studiando tutti i giorni.

Ampliamenti e struttura attuale

Alla fine dell’XI secolo, per ospitare l’accresciuta comunità monastica, nonché i numerosi pellegrini che arrivavano da tutta Europa, si rese necessaria la costruzione di un monastero più ampio.

L’opera fu compiuta durante il periodo dell’abate Agilulfo, che decise di trasferire il complesso abbaziale nella posizione attuale. Il monastero era totalmente autosufficiente ed era dotato di numerosi ambienti di servizio: foresteria, mulini, laboratori, magazzini, forni, stalle, cantine, infermeria e giardino dei semplici, ossia un orto per la coltivazione di erbe medicinali.

Quando nel 1449 i benedettini subentrarono ai monaci colombaniani, radicali lavori di ristrutturazione ed ampliamento interessarono la basilica ed il monastero.

L’attuale complesso abbaziale risale quindi alla fine del XV- inizi XVI secolo. La struttura dell’antica basilica protoromanica si è preservata solo in parte. Ne sono visibili un breve tratto dell’abside circolare, parte della torre campanaria e una porzione dello splendido pavimento a mosaico. Del monastero del XI secolo è rimasta invece solo la zona del refettorio, oggi occupata dal Museo della Città.

Ciò che resta

In epoca napoleonica l’Abbazia fu soppressa e molti dei suoi beni, compresi i preziosi codici, vennero messi all’asta.

Oggi, ciò che resta dell’antico patrimonio dei codici bobbiensi è conservato in varie biblioteche: la Biblioteca Ambrosiana di MIlano, la Biblioteca Vaticana di Roma, la Biblioteca Nazionale di Torino e altre.

Se avete la possibilità di visitarlo…

Il chiostro e il corridoio dell’abbazia sono aperti tutti i giorni sino alle ore 20 nel periodo invernale; ore 22 nel periodo estivo (Covid permettendo).

Chiostro abbazia San Colombano a Bobbio
Chiostro dell’abbazia di San Colombano a Bobbio

Fonte: Sulle orme di San Colombano

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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