Il borgo di Novalesa, posto alla testata della val Cenischia, ha da sempre legato la propria storia a quella della millenaria abbazia dei Santi Pietro e Andrea e a quella del valico del Moncenisio, per il cui attraversamento costituiva una tappa fondamentale. Fino alla costruzione dell’attuale strada per il valico, voluta da Napoleone Bonaparte e realizzata tra il 1802 e il 1811, il borgo di Novalesa costituiva infatti il punto di arrivo della strada carrozzabile che giungeva da Torino e da esso si dipartiva la Strada Reale, una mulattiera settecentesca in parte ancora oggi percorribile che, con una ripida salita, portava al Moncenisio.

L’area dell’attuale piazza san Benedetto sostituiva il punto di arrivo della carrozzabile ed il luogo dove le carrozze venivano smontate per essere caricate a dorso di mulo in vista dell’attraversamento del valico o per il rimontaggio al termine del passaggio dalla Savoia verso il Piemonte. Qui, inoltre, avveniva da parte dei viaggiatori l’ingaggio dei marrons, le guide del Moncenisio, specializzate nel passaggio del Moncenisio.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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