Oggi siamo abituati a vedere le opere d’arte nei musei, all’interno di sale sorvegliate, ma non sempre è stato così, alcune hanno alle spalle storie travagliate. Così, è stata quella del gruppo marmoreo del Laocoonte, risalente al I ° d.C. e oggi conservato a Roma nei Musei Vaticani.

Faceva parte di questa collezione anche quando, nel 1797, al momento dell’ascesa di Napoleone, il trattato di Tolentino, con il quale i francesi si riservavano, tra l’altro, il diritto di entrare nei luoghi pubblici e nelle chiese per fare bottino, ne decretò il trasferimento a Parigi, in compagnia di altre opere d’arte.

Il gruppo a cui vennero staccate le braccia dei bambini e quella alzata del sacerdote perché posticce e ingombranti, raggiunse, in una cassa dotata di tramezzi per tenerla ferma, il porto di Livorno su un carro trainato da buoi e fu sbarcata a Tolone, prima di arrivare a Parigi,nel luglio del 1798. Rimase lì fino al 1815, anno del tramonto definitivo di Napoleone, quando riprese la via di casa.

Questa volta, però, il viaggio fu tutto via terra, cosa che costrinse l’opera a valicare il Moncenisio.

E lì le cose andarono piuttosto male, come riporta il verbale dell’incidente che le capitò, redatto a Susa il 26 luglio del 1815, tre giorni dopo l’accaduto.

Che cosa era successo? Sul passo montano era scesa la neve e il percorso era reso scivoloso dalla presenza di lastroni di ghiaccio. Uno di questi fece vacillare il carro su cui viaggiava il Laocoonte, che venne sbalzato dal mezzo di trasporto. Ci vollero due giorni prima che i soccorsi riuscissero a ricollocare la cassa sul carro per farlo poi scendere a Susa.

L’opera era piuttosto malconcia: era stata rotta dall’ombelico in giù e vari frammenti si erano staccati. Così ridotta, con del mastice inserito nelle fratture per evitare ulteriori danni, la statua giunse a Roma, dove fu riparata sotto la supervisione del Canova e collocata nel cortile del Belvedere, nel febbraio 1816.

Testo tratto da: Paola Maria Zaccaria – Milano Platinum www.milanoplatinum.com

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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