L’affresco faceva da sfondo al primo tratto in salita dell’antica via Maestra, appena usciti dalla via del Ghetto. L’affettuosa immagine della Madre con il bambino in braccio è completata da un brano di paesaggio, mentre in alto vi è una scritta latina con una esortazione al viandante: “Virginis intactae qui transis ante figuram / pretereundo cave ne sileatur Ave” [Tu che passi dinanzi all’immagine della Vergine intatta, non passare oltre senza aver detto “Ave”].

Merita notare come le immagini sacre siano inserite entro una cornice architettonica dipinta e recante in alto la scritta citata, attraverso la quale si vede il paesaggio in cui sono immerse le figure, con una iconografia non lontana da quelle di certe pale venete di Fine Quattrocento.

L’affresco, purtroppo assai dilavato, si può riferire ad un valido pittore attivo probabilmente nel tardo Cinquecento o nel primo Seicento, ancor legato a quella cultura tardo rinascimentale che si manifesta nelle scene della Passione sul fianco sinistro della chiesa parrocchiale.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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