Pane e burro: simboli di una comunità, di una famiglia. Per questo è usanza “timbrarli”, per renderli, per così dire, unici.

Pane e burro sono alla base dell’alimentazione dei popoli europei e più specificatamente delle popolazioni alpine. La preparazione di questi alimenti ha generato,attraverso i secoli, gesti, pratiche che mettono in opera una grande varietà di utensili di legno: marche, tavolette, forme e stampi, ecc. Oltre alle loro funzioni (marcare e decorare la materia), questi oggetti sono stati arricchiti da motivi, segni, decori che attestano il linguaggio simbolico, profano o religioso dei popoli alpini.

E’ nel corso della produzione di questi oggetti che il contadino-artigiano, anch’egli utilizzatore, apporta la sua capacità. Attorno a motivi ornamentali tradizionali, fa nascere un insieme di segni spontanei, guidato dal suo senso creativo e dal suo immaginario. Nell’osservare questi oggetti, nella maggior parte delle Alpi Occidentali si rivela una grandissima varietà di forme e di composizioni decorative. Certe tipologie sono ben localizzate, altre sembrano essere state trasportate e utilizzate molto lontano dal loro luogo di origine, rispondendo così ad una tradizione ancestrale del commercio e degli scambi interalpini. Pensiamo per esempio alle marche da burro “ a navetta” tipiche della Valle di Lanzo che si ritrovano persino nella Valle della Maurienne in Savoia o nella regione di Cuneo ( valle Varaita).

Secondo la bravura dell’artigiano, l’ornamento si esprimerà con motivi elaboratissimi o più semplici, anche molto ingenui; una semplice patata cruda intagliata basta per marcare il pane o il burro. L’uso di una forchetta o della punta di un coltello può completare la decorazione.

In certe regioni, una cura particolare è stata apportata alla composizione della decorazione, specialmente quando si tratta di un regalo offerto dai coscritti o dalla famiglia, per il fidanzamento; ciò spiega lo stato di perfetta conservazione di certe tavolette da burro rimaste intatte, senza traccia di utilizzazione, poiché erano messe in mostra con “orgoglio”nella sala comune.

Il bisogno di esprimersi mediante i segni non è solo l’espressione dell’uomo delle Alpi, ma si ricorda che questi motivi, vecchi come il mondo, appartengono ugualmente ad altre culture. Così si può supporre che questi decori, detti spontanei, abbiano una origine remota… superstiziosa o religiosa. Questo mondo dei segni è oggi il più delicato da interpretare. Nelle valli delle Alpi, prima di noi, quelli che li scolpivano ne avevano già forse perso il significato. Questo bisogno di decorare risponde ad una delle pratiche più istintive della civiltà alpina, quella di abbellire gli oggetti che ci circondano.

Testo: P. Jorio – Marcare il pane, decorare il burro di J. Chatelain

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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