Désertes è un piccolo borgo montano dell’Alta Valle di Susa che fino al 1928 fu comune autonomo, mentre oggi è una frazione di Cesana Torinese. Il toponimo tradisce le sue antichissime origini, pare che il nome derivi dalle distruzioni e dai massacri subiti dalle popolazioni locali ad opera dei Saraceni nel X secolo. Le stesse distruzioni di cui fu vittima anche l’abbazia di Novalesa e tante altre contrade della Valle di Susa. Il censimento del 1910 calcolava la popolazione dell’allora piccolo comune a 210 abitanti. Nel 2011, invece, viveva in paese un solo residente. Infine, nel 2019, una coppia di giovani vi ha stabilito il suo domicilio per tutto l’anno. Nei mesi estivi vi si può comunque incontrare qualche famiglia in villeggiatura e tanti turisti di giornata in cerca di escursioni spettacolari.

Alla fine del XIX secolo, l’intera zona entrò a far parte dell’opera di fortificazione e messa in sicurezza dei confini del Regno d’Italia. Fu costruita, dal Genio, un’ardita strada militare per mettere in comunicazione Désertes con il fondo valle. Per controllare lo strategico Passo di Désertes, m. 2.545 s.l.m., venne edificata una capiente caserma su due piani: “il ricovero di Plan le Selle”, presidiata sempre da Alpini e Doganieri fino a tempi recenti.

La pregevole chiesa di Santa Margherita e San Dionigi venne eretta a parrocchia, separandosi da Cesana, nel 1487. Oltre a un piccolo cimitero, sono presenti due cappelle, una dedicata ai Santi Pietro e Paolo con affreschi del pittore pinerolese Mario Borgna e l’altra dedicata a Sant’Antonio da Padova appena fuori dal paese lungo la mulattiera per Fenils.

Chiesa di Santa Margherita e San Dionigi

Tutta la zona è percorsa da sentieri panoramici che possono condurre al Passo di Désertes, al Monte Chaberton (m. 3.131 s.l.m.), è ben visibile dal paese il versante est con in cima il forte bunker, vedere foto di copertina, alla Madonna del Cotolivier.

Frequentando di tanto in tanto Désertes, ma anche la vicina e suggestiva Fenils e il territorio tra Oulx e Cesana, si ha l’impressione di vivere in un contesto montano arcano, tanto fuori dal tempo da sembrare dimenticato, ma proprio per questo motivo è un angolo quasi incontaminato delle Alpi. Se cercate un luogo dove sostare per riposarvi e per degustare le prelibatezze della cucina locale, segnalo sicuramente il Rifugio Balbières, aperto d’estate.

Passo di Désertes

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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