Riferendosi alla struttura fortificata, il narratore inglese Samuel Butler nel suo libro “ Alpi e Santuari” (1881) annotava: “ Lungo la strada vidi una radura su una collina poco sopra di me. Degna del pennello di Cima da Conegliano, su cui sorgeva fra i castagni una specie di maniero turrito. Il nome del posto è Castel Burrello ed è tenuto da un vecchio prete che si è ritirato qui a finire in pace i suoi giorni. Mi spiegò che il vecchio castello non era mai stato un luogo fortificato, ma che serviva soltanto come residenza estiva dei baroni di Bussoleno, che erano soliti recarvisi durante il periodo in cui il caldo era più intenso, tempi permettendo. Il luogo, comunque, con i prati in declivio dominati dal castello, è di impareggiabile bellezza.”

Il castello, sito nei pressi della frazione Baroni a 633 metri di altitudine alla sommità di un dosso arrotondato in splendida posizione panoramica sul fondovalle, appare sostanzialmente integro nel suo aspetto trecentesco, con il coronamento a merli guelfi, l’assenza di fossato e apparato a sporgere, e le due bertesche laterali, torrette pensili in forma cilindrica sporgenti dallo spigolo.

Passato più volte di proprietà, Castel Borello fu anche abitato nella prima metà del Seicento dal celebre medico Gian Francesco Fiocchetto, la cui fama è legata all’opera di assistenza che egli prestò in favore degli ammalati durante la pestilenza del 1630 a Torino, ma anche alla descrizione di quei nefasti eventi contenuta nel suo “Trattato della peste o sia contagio di Torino descritto dal protomedico G.F.FIOCHETTO” già protomedico e consigliere di stato del duca Carlo Emanuele I° di Savoia. Nel 1633 ricevette in feudo Bussoleno e Castel Borello.

Tratto da: Castelli del Piemonte – F. Conti

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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