A Novalesa, lungo lo stretto vicolo della Curia che costeggia il lato settentrionale della chiesa parrocchiale di Santo Stefano, si nota facilmente un antico affresco sulla parete di una tipica casa di paese. E’ una Crocifissione con la Vergine, san Giovanni, santo Stefano e un devoto.

Il personaggio inginocchiato, committente dell’opera, ha la barba e i capelli corti e indossa un abito databile ai primi decenni del Seicento, epoca alla quale sembrano rimandare anche i dati stilistici. Il pathos contenuto che caratterizza le figure, soprattutto quella della Vergine, dall’espressione estremamente viva e naturale, sembra quasi echeggiare l’espressività delle statue policrome realizzate dal grande scultore savoiardo Jean Clappier di Bessans, alcune delle quali scolpite per le cappelle della vicina Giaglione.

Particolarmente significative sono le scritte, purtroppo in buona parte frammentarie, presenti nell’affresco.

Dal volto di Cristo crocifisso si diparte un cartiglio che giunge a sfiorare il viso della Madonna, con la scritta: “Mulier ecce filius tuus” ovvero “Donna, ecco tuo figlio”.

Queste parole, che Gesù rivolge alla madre affidandole l’apostolo Giovanni, erano probabilmente il filo conduttore delle frasi latine, ora frammentarie, che il committente fece scrivere sul bordo superiore dell’affresco e nell’epigrafe in basso.

In quest’ultima sono in parte ripetute con caratteri più grandi le frasi scritte in alto, e si aggiungono preziose notizie sul committente: “(Hoc) opus fecit fieri / dominus Ioanes Ponian (?)” / “…ro (?) beolario (?) in l phin (?)” / “curatus nov… (?)” (“Quest’opera fece eseguire Don Giovanni Ponian… curato di Novalesa”).

Dovrebbe dunque trattarsi del curato che reggeva la parrocchia di Novalesa in quel periodo.

Si spiega così l’importanza data nell’affresco all’apostolo Giovanni, del quale il committente portava il nome. Le stesse frasi latine che si ripetono sul bordo superiore e su quello inferiore dell’affresco, sembrano alludere a una devozione alla Vergine congiunta a quella per l’apostolo Giovanni che la Madonna, per volere di Cristo, adottò come figlio.

Tratto in gran parte da: pannello informativo collocato nei pressi dell’affresco.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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