La Sacra di San Michele è un complesso monastico di eccezionale valore storico e architettonico, da cui si dipanano miti e leggende.

Una leggenda vuole che il sacrestano del monastero, Bernardino, fosse solito, ogni sera, percorrere lo scalone del Monastero per andare a chiudere la porta d’ingresso alla sua base, con una certa inquietudine, data la presenza degli scheletri presenti nelle nicchie e dai pipistrelli lì raccolti.

In una sera di tempesta, mentre risaliva lo scalone, una folata di vento aveva spento la torcia. Tremante aveva iniziato a cercare a tentoni gli scalini quando, d’un tratto, sentì il rumore di ossa sfregate sulla pietra.

Arrivato alla sommità dello scalone si era accorto che il vento aveva chiuso la porta. Le sue urla di terrore giunsero alle orecchie dell’abate, attardatosi a pregare, che trovatolo tremante dietro la porta si sentì dire che” un morto si muoveva sullo scalone”.

Alla luce della sua torcia si presentò la visione di un teschio strisciante sullo scalino.

Avvicinatosi però, uno scossone ne rivelò la vera natura: un topo, trovatosi scoperto, corse via mentre il teschio rotolava per le scale, lasciando i due spettatori sollevati ed un nuovo nome per lo scalone: “ Lo Scalone dei Sorci”.

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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