Le prime notizie della presenza umana sul territorio di Val della Torre [TO] risalgono all’epoca romana come testimonia una lapide funeraria, rinvenuta nella Frazione Brione, che ricorda un Valerio Vinissio, figlio di Anione ed alcuni reperti in pietra e laterizio rinvenuti nella zona della diruta Chiesa di San Giuliano, in vicinanza della Borgata Verna.
La storia di Val della Torre è profondamente legata al monastero benedettino di San Martiniano, citato in un documento del 904, che andò in rovina attorno all’anno 1000 e, soprattutto, al monastero femminile cistercense di Santa Maria della Spina di Brione, che venne fondato nel XIII secolo e che raggiunse il massimo dello splendore nei secoli XIII e XIV.

Sul primo si soffermarono, ormai è quasi un secolo, nelle ricerche per la loro incompiuta Storia di Torino, Teofilo Rossi e Ferdinando Gabotto; in tempi più recenti Luciana Ferrua ha dedicato al secondo uno studio puntuale.

Di S. Martiniano resta un unico documento, risalente al 904. Abbandonato dai monaci e ridotto a semplice chiesa, intorno al Mille fu unito dal vescovo Gezone al patrimonio del costituendo monastero cittadino di S. Solutore.

In base ad un documento del 770, Rossi e Gabotto attribuirono al monastero di S. Martiniano una fondazione longobarda in strategica “contrapposizione” con l’abbazia franca di Novalesa. Considerando la sua posizione in relazione alle valli di Susa e di Viù, è possibile che Brione fosse parte del sistema difensivo longobardo della bassa valle di Susa, non imperniato solo sulle Chiuse ma anche “dislocato… nel fondo valle e intorno al corso della Dora Riparia”.

Tuttavia, né dall’accurata revisione dell’ampio cartario amiatino né dagli studi, moltiplicatisi negli ultimi decenni, sulle fondazioni monastiche piemontesi o sulla storia e l’archeologia longobarda della regione, sono però emersi elementi che possano suggerire il recupero di quest’ipotesi, per cui resta valida la conclusione di Ferrua che “l’esistenza nella valle di Brione di un monastero dedicato a S. Martiniano è affermabile con certezza solo per il principio del X secolo”

Assai più documentata, grazie al discreto cartario, la storia della fondazione cistercense di Santa Maria della Spina di Brione: al 1197 risale la prima notizia; al 1200 la menzione della prima “priorissa”, proveniente dalla Moriana.

Il monastero era rivolto in particolare all’aristocrazia e alla borghesia torinese dell’epoca e durò, in forma autonoma, sino al 1° dicembre 1601 quando l’Arcivescovo di Torino ne ordinò la soppressione e l’unione con il Monastero di Santa Chiara di Torino.

La chiesa monastica di Santa Maria della Spina sita in Frazione Brione, è tuttora presente quale testimonianza dell’antico monastero.

La Chiesa, da ascrivere allo stile romanico-lombardo nel suo più completo sviluppo e realizzata a cavallo del 1200, è stata consacrata solamente il 30 dicembre 1283 del Vescovo di Torino e dal 1903 è classificata edificio monumentale.
Pur essendo la storia del paese, e soprattutto quella della sua borgata storicamente più importante che è Brione, legata ai monasteri, il nome di Val della Torre deriva da una torre o da un antico castello, esistente già attorno all’anno 1000 in prossimità dell’omonima borgata.

La torre attuale, simbolo del paese, è stata ricostruita in stile medievale nel Novecento sulle mura del parco dell’ex Villa dei Conti Rossi di Montelera, vedere foto in copertina.

L’antico castello probabilmente era posto a difesa dei colli della Bassa, della Lunella e della Portia. Questi colli consentivano, con un percorso secondario più sicuro e meno frequentato, il collegamento della pianura torinese con la Valle di Susa e con la Valle di Viù.

Val della Torre è circondata da una serie di rilievi montuosi di media altezza che si aprono ad anfiteatro sulla pianura torinese, posta tra la Valle di Susa e quella di Lanzo.
Manca di un vero e proprio centro storico e le case sono sparse in 49 borgate che variano come altezza s.l.m. dai 340 m. della Cascina delle Monache agli 830 della Borgata Albrile.
Terra umile, poco fertile e scarsa d’acqua, ha dato i natali alla Famiglia Rossi di Montelera che si è affermata soprattutto nel campo dell’industria all’inizio del secolo, ma anche nel pubblico (Teofilo Rossi di Montelera diventò Sindaco di Torino e Senatore del Regno d’Italia).
Una curiosità è la presenza in valle di due dialetti, il primo simile al torinese, parlato nella zona di Brione ed il secondo, simile al franco-provenzale, parlato nella parte alta della vallata.

Tra gli edifici è degna di nota la Chiesa Parrocchiale di San Donato Vescovo e Martire (realizzata nella prima metà del diciottesimo secolo).

Pregevole per fattura è la statua del Santo Patrono, in legno, del 1763, attribuibile allo scultore Stefano Clemente.
La fede religiosa dei valtorresi è testimoniata dalle numerose cappelle e dai tanti piloni votivi presenti nelle varie borgate, uniti tra di loro dalla cosiddetta “Strada delle Rogazioni”.

Chiesa di Santa Maria della Spina
Chiesa di Santa Maria della Spina

Fonte: Comune di Val della Torre

Giancarlo Chiarle. Fondazioni monastiche e organizzazione del territorio. Il caso di Brione.

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