Margherita di Francia, colta e raffinatissima figlia di Francesco I re di Francia e della regina Claudia, nacque a Saint-Germain-en-Laye il 5 giugno 1523. Dopo la scomparsa prematura della madre, fu affidata alle cure della zia Margherita di Navarra, donna di grande spessore morale e culturale e autrice di celebri opere poetiche e narrative, che seguì con affetto l’educazione della nipote. Tra i precettori a cui fu affidata fin dall’infanzia, troviamo umanisti, come Pierre du Chatel, Nicolas Breton, che le insegnò la lingua italiana,il grecista Pontronius e tanti altri studiosi del tempo che dedicarono in seguito alla principessa le loro opere.
Profondamente affascinata dalla letteratura e dalla poesia francese, ma anche italiana, la principessa non solo possedeva una ricchissima biblioteca, ma ricevette in dono splendidi volumi manoscritti. Tra questi il manoscritto delle “ Rime” del Bandello, dedicato a Margherita e datato “ D’Agens alli 2 di maggio MDXLIII”(1544), che Margherita portò nei suoi “coffres” nuziali a Torino e conservato alla Biblioteca Nazionale di Torino fino all’incendio del 1904. Tra i primi a dedicare opere a Margherita, troviamo Luigi Alamanni, il suo “ La Collezione”, rilegato per lei con il suo monogramma è conservato alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi.
Nel 1547, alla morte del padre Francesco, le muse italiane e francesi dedicarono a Margherita, alcune “ Consolations”. Gabriele Simeoni pubblica, a Torino, un lungo poema “ Della morte del Re Francesco Primo, a Madama Margherita di Valois.”

Dal 1550, Margherita, duchessa del Berry, diventa la Musa ispiratrice dei poeti della Pléiade. A lei Ronsard, Jodelle e gli altri membri della “Brigade” dedicano raccolte poetiche. Ronsard evoca nella sua Ode “ A Madame Marguerite qui depuis a eté duchesse de Savoye” le grandi virtù politiche e morali di Margherita che ha scelto come emblema Pallade e come “ devise” il motto RERUM SAPIENTIA CUSTOS.
In occasione del suo matrimonio con Emanuele Filiberto di Savoia previsto dall’articolo 39 del trattato di Cateau-Cambresis, i poeti della Pléiade fanno a gara per celebrare con “ EPITHALAMES E PASTORALES” le nozze principesche tra Marte e Pallade, “ les lettres et les artes”.


Margherita porta con sé, durante il lungo viaggio durato due mesi che la portò da Parigi a Nizza , dove l’aspettava il suo consorte, alcuni dei più preziosi volumi della sua biblioteca rilegati espressamente per lei, come il suo Orazio “émaillé” di margherite e di M e i manoscritti della sua “comme-mere” Margherita di Navarra e dei suoi poeti preferiti.

Tra i doni di nozze troviamo il “ Livre de prières”, donato alla Duchessa da Cristoforo Duc di Moncalieri, “ La Sphinge” (Bibl. Reale) offerto a Margherita da Valerio Saluzzi della Manta.
Gli acquisti dei libri sono numerosi e si tratta di classici greci e latini; Margherita possedeva tuttavia non pochi testi di carattere religioso. Salmon Macrin scrive per lei una “ Vita di Cristo” in latino, e il poeta riformato Flaminio, le offre “ De rebus divinis carmina”.
Margherita possiede varie Bibbie nella sua biblioteca e persino testi di propaganda riformata, assai diffusi nella sua corte, come il “ Catechismo” di Calvino.
Alla Biblioteca Nazionale di Torino, è conservata la Bibbia di Margherita con nota manoscritta di possesso “ ce livre est à Marguerite de France”, sul contro piatto. Si tratta dell’edizione dell’Antico Testamento nella versione del Le Fèvre d’Etaples, pubblicata ad Anversa da Martin l’Empereur nel 1528-29,completa di 4 tomi. A Margherita potrebbe essere riconducibile anche la “ Bibbia” duroniana di Filippo Rustici del 1562 conservata all’Accademia delle Scienze ed alcune altre opere riformate. Sono opere proibite, fin dal 1526. Opere quindi sospette, vietate, ma considerate meno pericolose del Catechismo di Calvino che sembra circolare, con altri testi di propaganda riformata, alla corte di Margherita.
Le sue “ armoires” con i gigli di Francia ornano alcuni libri di carattere geografico, come la “ Descrittione di tutta Italia” dell’Alberti e l’”Art de naviguer” di Pierre de Medine , (1554), o storici come l’”L’histoire des neufs roys Charles de France “ (1568) , che presenta il monogramma MA.
Una rara edizione delle “ Epistole devotissime di Santa Caterina da Siena”, Venezia 1500, rilegate in pelle , i cui piatti sono decorati con corolle e quattro M dorate (ASTO, Bib. Antica). Alcune celebri edizioni di “ Figure della Bibbia” splendidamente illustrate.

Il sogno di far rinascere una vera e grande dinastia sembra realizzarsi contro ogni attesa con la nascita del piccolo principe a Rivoli “ Enfant du miracle”, Carlo Emanuele. Margherita prepara quindi con cura il programma della cerimonia del battesimo che verrà celebrato il 9 marzo 1567 nel Duomo di Torino. Le muse italiane e francesi della corte sabauda, scrivono relazioni e raccolte per l’occasione tra le quali le splendide PASTORALES SUR LE BAPTESME DE MONSIGNEUR CHARLES EMANUEL, PRINCE DE PIEDMONT. Par I. Grangier, Lorrain Avecques un recueil de quelques Odes et Sonnetz Faictz par le mesme aucteur. Imprimé a Chambery.

La Duchessa si interessa anche di filosofia aristotelica. Tra i volumi della biblioteca si trovano varie edizioni del filosofo acquistate negli anni parigini. A Margherita affascinata dagli studi di carattere scientifico Jacques Gohory le invia l’edizione del “Compendium” di Paracelso e un “Orlando” di Lasso con dedica autografa. Troviamo anche poemi scientifici come “ La Savoye” di Peletier du Mans (1572) e i suoi tre libri dedicati alle acque, alle piante e ai fenomeni celesti e terrestri, vera e propria enciclopedia del sapere del tempo; una preziosa edizione giolitina delle “ Rime di diversi signori napoletani, e d’altri” (1556), che ora appartiene alla collezione di Gabriella di Savoia. Margherita si interessa di poesia e di novelle.
La sua morte fu un colpo durissimo per il marito che perdeva non solo sua moglie ma una fedele alleata. Morì il 15 settembre 1574 e le sue spoglie riposano nell’abside della chiesa della Sacra di San Michele.

“ Pellegrina del ciel venni tra voi,/ e finito il viaggio/ Al ciel me ne tornai nido natio/ Et beata men vo di trono in trono/ Detto così disparve/

Tratto da: Principessa di potere, Principessa di sapere. Rosanna Gorris Camos

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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