fotografia del Codice Gigas, aperto alla pagina dov'è raffigurato il demonio

Giganteschi o minuscoli, ben noti oppure ancora misteriosi, i manoscritti sono tra gli oggetti più iconici dell’età medievale.

Ciascuno ha la sua storia da raccontare e la sua particolarità: alcuni sono stati realizzati in circostanze enigmatiche, altri non sono ancora decrittati, altri ancora hanno forme peculiari, o decori unici e strabilianti.

Il codice GIGAS è stato realizzato nel primo trentennio del XIII secolo nel monastero benedettino di Podlazice, in Boemia, ed è il manoscritto più grande del mondo (da cui il nome: gigas, in latino, significa “gigante”)

Il volume fu realizzato da un monaco di nome Herman, detto “Il Recluso”, e contiene una trascrizione della Bibbia e una serie di opere storiche ed erudite, tra cui le “Etymologiae” di Isidoro di Siviglia, le Storie di Giuseppe Flavio, nonché vari trattati, un calendario e una serie di formule magiche.

Le sue misure sono impressionanti: ben 92 cm. di lunghezza, 50 cm. di larghezza e 22 cm. di spessore, per un peso totale di 75 kg.

La mole straordinaria non è, però, l’unica attrattiva del volume.

Scorrendo le sue pagine, arrivati al folio numero 290 recto (ossia a pagina 577 delle oltre 600 totali, di cui otto mancanti), s’incontra l’illustrazione più celebre: una bizzarra rappresentazione del demonio, in cui il Principe delle Tenebre compare con piedi e mani dotati di lunghi artigli, corna taurine e un orribile grugno verde, da cui spunta una specie di lingua biforcuta.

La presenza di questa strana raffigurazione ha dato vita a una leggenda: Herman avrebbe stretto un patto con il demonio (da cui il soprannome del volume, noto anche come “Bibbia del Diavolo”), allo scopo di produrre l’intero libro in una sola notte.

Ovviamente, si tratta di una favola; vero è, al contrario, che testo e illustrazioni furono realizzate lungo un arco di tempo di almeno vent’anni.

Il volume giunse a Stoccolma nel 1648 come preda di guerra e, nel 1697, si salvò da un terribile incendio. Come? Visto il peso, fu gettato dalla finestra.

Tratto da: 15 manoscritti medievali stupefacenti – best5.it

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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