Sala Carlo Magno dell'Abbazia di Novalesa

Domenica 19 settembre abbiamo registrato in abbazia un’affluenza importante di visitatori, inconsueta per il periodo. Un successo che corona un weekend da record per il mese di settembre in questo territorio. Un risultato ottenuto in parte grazie alle nostre iniziative in precedenza programmate (come la visita speciale serale in abbazia), in parte a eventi concomitanti organizzati in valle. Dai commenti e dalle nostre estemporanee interviste ai visitatori abbiamo rilevato disinformazione e pianificazione casuale della loro giornata a Novalesa e in Val Cenischia. Se si facesse rete, per usare un termine abusato, se ci fosse condivisione di informazioni e notizie, se ci fosse una strategia condivisa nell’offerta turistica e culturale sicuramente il livello delle proposte, l’interesse e il conseguente afflusso turistico sarebbe più consistente.

Il problema è ovviamente più complesso e quello che abbiamo riscontrato in questi giorni non è certo una novità, pare che la questione affondi le radici nella notte dei tempi e le responsabilità, come sempre accade in queste circostanze, sono trasversali. Deve sicuramente crescere il livello di imprenditorialità e di iniziativa del soggetto privato, ma deve anche crescere la capacità progettuale e realizzativa del soggetto pubblico. Da una parte e dall’altra deve poi emergere la disponibilità al dialogo e al gioco di squadra, che oggi sono inesistenti. La pianificazione e gli investimenti sono una conseguenza. Che oggi avvengono casualmente e affidandosi completamente alla buona volontà e alle proprie risorse quando c’è di mezzo il soggetto privato o con una logica molto simile all’assistenzialismo inefficiente dei finanziamenti a pioggia per la tutela di piccoli e parziali interessi se si tratta del pubblico.

Il colpo d’occhio sulla media Val di Susa e sulla Val Cenischia ci porta facilmente ad osservare una situazione di evidente declino economico e demografico mentre non si notano sussulti particolari per invertire la deriva. Nemmeno negli ambiti che sono di solito terreno di caccia della facile demagogia, come i giovani e il loro futuro. Chi scrive proviene da un’altra zona montana, quella ubicata tra l’alta Lombardia e il Canton Ticino, un territorio in passato afflitto dai medesimi problemi della Val di Susa. Le risposte sono state più tempestive, o per lo meno ci sono state, e hanno denotato lungimiranza soprattutto sul versante svizzero. E i risultati si vedono. Una delle leve più importanti per lo sviluppo è stata sicuramente il turismo.

La Val Cenischia, per rimanere a Novalesa, ha tre eccellenze, tra le tante: l’abbazia, il Rocciamelone e il Colle del Moncenisio. In Svizzera, ma anche nella vicina Francia, questi sarebbero la spina dorsale di un progetto turistico, culturale, enogastronomico, ricettivo ben strutturato, pensato facendo rete e promosso trasversalmente. Tutto il contrario della recita a soggetto che si vede oggi. Capire il cambiamento significa crescere e quando la marea cresce, cresce per tutti…

Foto: La Sala Carlo Magno della Abbazia di Novalesa, di Emerenziana Bugnone

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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