ritratto del re Umberto I

Prendo volentieri spunto da un post del sempre interessante profilo Facebook del nostro amico Giuseppe Terziroli per citare un estratto di “Divertimento 1889” dello scrittore varesino Guido Morselli in cui si racconta un episodio della vita di Umberto I, una avventura galante nata dalla necessità. Della serie: non tutti i mali vengono per nuocere…

Il sovrano è affetto da gravi preoccupazioni di carattere finanziario, in quanto le spese della Corona sono inimmaginabili ed il re non ha voglia né modo di battere cassa, dato che Giolitti auspica il pareggio di bilancio. L’aiuto insperato per superare la crisi gli arriva da un suo dipendente: il Tenente di vascello Vigliotti, che lo informa in merito al desiderio da parte di una donna austriaca, la vedova von Goltz, imparentata con Krupp, di acquistare una proprietà sabauda che si trova nel vercellese. Umberto I, con un piccolo seguito e con lo pseudonimo di Conte di Moriana, tenta il tutto per tutto e raggiunge la vedova che tra l’altro si rivela piacente e disponibile. Grazie alla abilità del Vigliotti e dopo avere ultimato la compravendita traendone il massimo guadagno il sovrano si dà alla caccia e ai corteggiamenti, ebbro di poter godere di questa vacanza, al riparo dalle curiosità e dalle etichette di corte.

Post Scriptum:

Re Umberto nacque a Torino il 14 marzo 1844 e morì a Monza, alla età di 56 anni, il 29 luglio 1900. Gli fu fatale il terzo degli attentati attuati nei suoi confronti per mano dell’anarchico Gaetano Bresci. Il sovrano viene ricordato con l’appellativo di “Re buono”: riuscì positivamente a contrastare l’epidemia di colera scoppiata a Napoli nel 1884 e soprattutto promulgò il codice cosiddetto Zanardelli con riforme delle norme penali ed abolizione della pena di morte.

Guido Morselli, (Bologna 1912 – Varese 1973). Condusse una vita schiva e ritirata, per lo più in una villa a Gavirate, presso Varese. I suoi romanzi furono tutti respinti dai vari editori a cui vennero via via presentati e i continui rifiuti indussero Morselli al suicidio. Solo dopo la morte cominciarono a essere pubblicate le sue opere, tutte improntate a una grande perizia stilistica e a un’originale costruzione d’intrecci. Situazioni di fantapolitica o di fantastoria sono il pretesto per far emergere la paradossalità delle vicende umane: Roma senza papa (1974) racconta la perdita d’identità di una chiesa tesa al rinnovamento; Contro-passato prossimo (1975) ipotizza una diversa conclusione della prima guerra mondiale; Divertimento 1889 (1975) è la nostalgica rievocazione della fin-de-siècle attraverso il racconto di un’avventura galante di Umberto I; Il comunista (1976) descrive la crisi della fede politica di un deputato emiliano; Dissipatio H. G. (1977) traccia il profilo angoscioso di un mondo senza genere umano. È notevole, in tutti questi romanzi, la capacità di ricostruire i caratteri e i personaggi di diverse culture e ambienti sociali. Scrisse saggi di argomento letterario (Proust o del sentimento, 1943; Realismo e fantasia, 1947) e uno in difesa della fede religiosa: Fede e critica (1977, postumo). Nel 1987 è uscito il Diario di Morselli per la cura di V. Fortichiari.

Ritratto dello scrittore varesino Guido Morselli
Guido Morselli

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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