sala interna della biblioteca reale di torino

I libri sono silenziosi custodi di storie straordinarie che, se osservati con attenzione, sanno raccontare. Bisogna solo imparare ad ascoltarli e i libri parlano di sé, rimandando a infinite altre storie.

Sono stato stampato nel luglio del 1488 in una tipografia di Parigi, ma sono stato scritto all’inizio del Quattrocento, quando il Medioevo stava ormai tramontando. E mi sento importante. Non per il fatto di essere un incunabolo, cioè uno dei primi prodotti dell’arte della stampa, e nemmeno perché facevo parte della biblioteca di Tommaso Duca di Genova, il fratello della Regina Margherita, prima di arrivare nelle collezioni della Biblioteca Reale. Quello che mi rende speciale è la mia autrice: Christine de Pizan, una donna forte, colta, intraprendente. Perché definire Christine solo come la prima scrittrice professionista del mondo occidentale è riduttivo. Lei è stata femminista quando il femminismo ancora non c’era, credeva fermamente che l’inferiorità a cui le donne erano condannate nel Medioevo fosse in realtà solo un pregiudizio culturale, causato dall’ignoranza, e non avesse nessun fondamento naturale. L’educazione alle lettere, alla storia, alla filosofia e alla medicina ricevuta dal padre le ha dato la convinzione che attraverso l’istruzione le donne potessero cambiare il mondo. E lei il suo piccolo mondo l’ha cambiato. Rimasta vedova, sola con tre figli e la madre da mantenere, si è inventata una professione, mettendo a frutto la sua educazione: ha aperto uno SCRIPTORIUM tutto suo, in cui amanuensi, miniatori e rilegatori svolgevano il loro prezioso lavoro sotto lo sguardo vigile e attento, che li coordinava e guidava. E ha iniziato a scrivere, io sono un trattato di storia cavalleresca, ma la sua produzione è ampia e varia, in prosa e in poesia, sempre schierata dalla parte delle donne e dei loro diritti. Nella sua opera più nota, la Cité des Dames ha immaginato una città fantastica riservata solo alle donne, uno spazio di autonomia e libertà, protetto dalla misoginia e dai pregiudizi. Provata dagli avvenimenti della vita, ha fatto di necessità virtù come solo le donne sanno fare, e si è meritata un posto d’onore tra le grandi donne che hanno contribuito a costruire la coscienza femminile europea. Non so se ho attraversato indenne tutti questi secoli, passando di mano in mano, resistendo alle sferzanti prove del tempo per un motivo preciso o solo per caso, ma mi piace pensare che una ragione ci sia: poter testimoniare oggi a chiunque mi sfogli che grande figura di donna sia stata Christine de Pizan.”

Christine de Pizan – Faites d’armes et de chevalerie – 1488

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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