realizzazione artistica di James Turrell,stanza buia con una piramide rossa al centro

Quando pensiamo ai mezzi espressivi che utilizzano abitualmente gli artisti per comporre i loro lavori, immaginiamo immediatamente la pittura e la materia. Pochi sono invece gli artisti, come il californiano James Turrell, che hanno saputo dedicare la propria vita a una instancabile e devota attività artistica che ha come unico mezzo di creazione e sperimentazione la luce. Le sue opere sono caratterizzate da un forte impatto emotivo, ma allo stesso tempo sono anche estremamente coinvolgenti dal punto di vista fisico. Si tratta di ambienti, spesso in bilico tra interno ed esterno, tra luce naturale e artificiale, che a volte hanno sconfinato addirittura nel territorio della Land Art. Sono opere solenni, avvolgenti e suggestive, oserei dire con un chiaro taglio spirituale che spinge alla meditazione, il cui effetto si colloca a metà tra la visione mistica di una cattedrale gotica e quella arcana di un quadro di Mark Rothko. Sono quasi sempre installazioni site specific dal forte impatto visivo e tattile.

Pochi sono quelli che hanno saputo utilizzare la luce come James Turrell. Nel suo lavoro, infatti, la materia impalpabile per eccellenza prende corpo, diventa strumento per plasmare lo spazio, e lo spettatore può avvertirne la presenza in maniera fisica e concreta traendone le conseguenze che preferisce. Se la luce e lo spazio sono gli elementi di cui le opere sono fatte, ciò che conta realmente è infatti il modo in cui lo spettatore si relaziona con esse, l’esperienza che scaturisce dal loro incontro.

Lo scopo di tutta l’attività di Turrell è quello di riflettere sui meccanismi della percezione umana, sulle modalità attraverso cui l’uomo si rapporta allo spazio e a tutto ciò che lo circonda. L’artista, in sostanza, riprende la riflessione sulle teorie della percezione e dei colori, spostando però il discorso dalla tela all’atmosfera, dalla rappresentazione all’esperienza. Come molti nel contesto di generale smaterializzazione dell’arte in cui la sua ricerca è nata, Turrell elimina ogni oggetto dal suo fare artistico. All’interno delle sue opere lo spettatore si trova in presenza solo del suo corpo e dei suoi sensi, immerso in ambienti da cui ogni riferimento estraneo alla pura percezione fisica e sensoriale è rigorosamente escluso. L’importante per l’artista non è rappresentare un’immagine, un messaggio, un’ideologia, e non è neanche la luce in sé. L’unica cosa che conta è l’esperienza, contingente e reale, che lo spettatore si trova a vivere all’interno delle sue opere. L’attenzione non è rivolta all’opera, ma a colui che la esperisce. Del resto, come spiega l’artista, «With no object, no image and no focus, what are you looking at? You are looking at you looking». Buona meditazione….

Chi è James Turrell

James Turrell (Los Angeles, 6 maggio 1943) crebbe a Pasadena, assieme a suo padre Archibald Milton Turrell ingegnere aeronautico che gli fornì i primi rudimenti sulla meccanica dei motori e del volo aereo, e a sua madre Margaret Hodges (medico). Nel 1961 ottenne il diploma presso la Pasadena High School, mentre fu del 1965 il Bachelor of Arts in “Psichology and Mathematics” presso il Pomona College di Claremont. Fu in questo college che Turrell conobbe alcuni fra i docenti che esercitarono su di lui una grande influenza, fra cui Graham Bell, il professore di psicologia Paul Vitz e quello di astronomia Robert Chambers.

Al termine del college si iscrisse all’University of California a Irvine, dove studiò per circa due semestri facendo la conoscenza con alcuni degli artisti della scena minimalista californiana fra cui TonDeLap, John McCracken e David Gray. Nel 1966 affittò un albergo dimesso (Mendota) per realizzare al suo interno uno studio e un luogo dove poter esporre le sue opere. Qui furono esposte le prime Cross Corner projections: lastre metalliche forate delle dimensioni di una diapositiva, che vengono proiettate con precise angolazioni su dei muri adiacenti dando all’osservatore l’impressione della presenza di un solido luminoso. Fra queste proiezioni la più nota fu la Afrum (poi ribattezzata Afrum-proto). Nel 1967 fu allestita la sua prima mostra personale presso il Pasadena Art Museum.

I suoi esperimenti con la luce proseguirono negli anni successivi, e Turrell si dedicò in particolar modo alle modalità della percezione umana in ambienti controllati, o in condizioni di alterazione percettiva, assieme al collega Robert Irwin e allo psicologo della percezione Edward Wortz.

Nel 1974, grazie al finanziamento del conte Panza di Biumo realizzò i primi disegni per quella che sarebbe rimasta la sua opera più celebre: il Roden Crater project. Turrell voleva trasformare il Roden Crater, cono vulcanico ormai spento situato a Flagstaff in Arizona, in quello che lui stesso definì un “monumento alla percezione“. Il basso grado di umidità e il clima favorevole del luogo fornivano le condizioni ideali per le sperimentazioni dedicate alla luce. La costruzione di questa gigantesca opera d’arte è ancora in corso ed è attualmente entrata nella fase 3. Turrell vive metà dell’anno a New York e l’altra metà a Flagstaff proprio per seguire la realizzazione dei lavori.

Altre opere

Nell’estate del 2013, il Los Angeles County Museum of Art, il Museum of Fine Arts di Houston e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York City hanno presentato una retrospettiva in tre parti, coprendo più di 8.500 metri quadrati di spazio espositivo.

Nel luglio 2015 è stata riaperta la cappella rinnovata del cimitero di Dorootheenstadt a Berlino, su un concetto di James Turrell. La luce come “materiale” ha giocato un ruolo centrale nella riprogettazione.

Nel 2018 è stato inaugurato un nuovo progetto contemporaneo di James Turrell. Lo Skyspace Lech si trova nel a Tannegg/Oberlech nel Vorarlberg, una regione austriaca.

realizzazione artistica di James Turrell: in una stanza lilla vi é un neon a forma di rettangolo su una parete
realizzazione artistica di James Turrell: in una stanza vi é un'unica parete più luminosa che sembra essere l'unica fonte di luce

Fonte biografia: James Turrell – Wikipedia

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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