Cappella di San Sebastiano a Novalesa

Il piccolo paese di Novalesa è caratterizzato dalla presenza di moltissime cappelle disseminate per tutto il territorio. La loro costruzione avveniva strategicamente in corrispondenza dell’inizio di ogni sentiero di montagna, così da indurre il viandante a fermarsi in preghiera prima della partenza e invocare la protezione del Santo per essere accompagnato durante la salita o per ringraziarlo una volta sceso. L’elemento religioso collegato alla montagna rievoca il significato spirituale ad essa connesso. L’ascesa di una cima montuosa riprende metaforicamente il percorso dell’animo umano che, proseguendo nella salita, si avvicina sempre più al Regno dei Cieli, in un cammino tutt’altro che semplice, ma che si rivela in realtà tortuoso e pieno di difficoltà.

Con il passare degli anni e a causa di fenomeni atmosferici devastanti molte delle cappelle sono andate distrutte ma parte di queste sono ancora accessibili e visitabili.

La prima cappella di cui parleremo è situata nella borgata di Santa Maria, all’imbocco del sentiero che portava alla Fraita. La cappella era dedicata alla Madonna e si racconta che durante i lavori che hanno portato alla sua ristrutturazione, proprio sotto un lastrone di pietra facente parte della pavimentazione, fu ritrovato un corpo ormai consumato dal tempo con accanto dei residui ferrosi. Si suppone che si trattasse di un militare, di identità ignota ma sicuramente molto valoroso, che venne sepolto lì, in compagnia della sua spada.

Un’altra cappella era situata all’imbocco del sentiero che portava alla località Roccasse. La cappella era dedicata a Sant’Antonio ma nel 1855 a causa di una grossa valanga venne portata via e distrutta. Fu però ricostruita, un po’ più a valle, ed è proprio in questa seconda versione che è ancora visibile e visitabile. In occasione della festa di Sant’Antonio, che cade ogni 17 gennaio, si radunavano asini, muli e cavalli sul sagrato della Chiesa. Lì ricevevano la benedizione e in seguito si disputava una piccola gara di velocità tra compaesani. A cavallo dei loro animali, si correva più veloce possibile fino alla cappella di Sant’Antonio e di nuovo fino alla Chiesa. Non vi erano ricompense ma solo la soddisfazione della vittoria.

Anche nella borgata di Sant’Anna troviamo una cappella, intitolata all’omonima Santa, che sorge in prossimità del sentiero di Bafort. La sua particolarità sono i numerosi affreschi che ne decorano e impreziosiscono la facciata e che si possono trovare anche al suo interno.

In cima alla Via Maestra, troviamo un’altra cappella questa volta dedicata a San Sebastiano. Un tempo essa si affacciava sul Lazzareto, costruito lì proprio perché quella zona era la più esposta ai venti freddi che dovevano spazzare via il male e contemporaneamente tenere confinati coloro che erano ammalati e tenerli lontani da chi malato non lo era ancora. La cappella venne costruita lì proprio per permettere ai familiari o malati di trovare conforto e dedicare una preghiera a questo Santo, che si era rivelato d’aiuto in circostanze simili. La cappella ospita ora un bellissimo presepe, molto suggestivo e ricco di particolari tutti da scoprire.

Svetta sul paese la Cappella dedicata alla Madonna del Rocciamelone, inaugurata nel 1950 dalla popolazione novaliciense. Questa cappella venne costruita a seguito della seconda guerra mondiale e venne intitolata alla Madonna del Rocciamelone come omaggio per aver esaudito le preghiere dei suoi fedeli. Infatti durante la guerra, quasi inspiegabilmente, Novalesa resistette ai numerosi attacchi dei nemici e alle numerose minacce di incendi e tutti coloro che furono imprigionati nei campi di concentramento fecero ritorno, sani e salvi, a casa. È per questo che la cappella della Madonna del Rocciamelone ricopre un ruolo così fondamentale per la popolazione novaliciense. Ogni 5 di agosto, in occasione della Festa della Madonna delle Nevi, si organizzava una piccola processione con partenza proprio da questa cappella e durante la quale venivano distribuiti ai partecipanti dei ceri illuminati.

Anche nella borgata di Villaretto sorge una cappella, di più recente costruzione, intitolata a San Giacomo, e nelle vicinanze, poco più in basso verso la località San Rocco, un’altra dedicata all’omonimo Santo.

È d’obbligo inoltre citare le bellissime cappelle che sorgono nel parco dell’Abbazia di Novalesa. A dare il benvenuto a tutti i visitatori troviamo la cappella di Santa Maria Maddalena che anticamente costituiva l’entrata del complesso abbaziale. All’interno del parco sono invece visitabili le cappelle del Salvatore, la cappella di San Michele e quella di Sant’Eldrado, conosciuta per i suoi affreschi datati XI secolo. Anch’esse sono tutt’ora visitabili attraverso delle visite guidate.

Non è difficile capire il motivo per cui Novalesa, luogo di montagna, si presti in modo eccellente alla costruzione di edifici religiosi come le cappelle. Citando John Ruskin “Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle”.

Fonte: “Gita a Novalesa” di Domenico Mavero, 1990.

Due scatti della cappella di San Sebastiano, in alto a sinistra e in basso a destra. Ancora in alto, la cappella della Madonna del Rocciamelone e infine la cappella di Sant’Anna sulla sinistra

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