pagina manoscritta della Carta de Logu - XV secolo

Eleonora D’Arborea – Carta de Logu – XV secolo

Senza falsa modestia, devo ammetterlo, sono un libro importante, contengo una raccolta di leggi, scritte in lingua sarda e risalenti alla fine del XIV secolo: la Carta de Logu, una delle più interessanti opere legislative del medioevo europeo. La mia autrice è Eleonora d’Arborea, una donna forte, intelligente e sensibile, è stata definita la figura più splendida di donna che abbiano le storie italiane, non escluse quelle di Roma antica. Subentrata al trono d’Arborea, uno dei quattro regni in cui era divisa la Sardegna, alla morte del fratello maggiore, ha iniziato con grande determinazione il riordino e l’espansione del suo regno e, più di ogni altra cosa, ha voluto garantire al suo popolo la certezza del diritto e l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge.

Il codice delle leggi promulgato da Eleonora nel 1392, armonizza il diritto romano e canonico con la tradizione giudicale e consuetudinaria sarda, ma soprattutto introduce norme, incredibilmente innovative e avanzate per l’epoca, a tutela dei più deboli, delle donne e dei bambini.

Eleonora stabilisce ad esempio che siano salvati dalla confisca i beni della moglie e dei figli, incolpevoli, del traditore. Inserisce punizioni molto severe per il reato di stupro, lasciando alle donne la possibilità di scegliere se accettare il matrimonio riparatore alla violenza carnale subita o ottenere un risarcimento in denaro.

La portata innovativa della carta è tale da contemplare il reato di omissione di atti d’ufficio, la parità e la tutela del trattamento dello straniero, a condizione di reciprocità, e il controllo, attraverso “boni homines” delle successioni in presenza di minori. Ma non solo, nel codice non si trova nessuna legge contro ebrei ed eretici, mentre sono presenti norme contro l’usura, l’omertà e in difesa del territorio, con disposizioni su agricoltura, allevamento, caccia, salari dei lavoratori e bracconaggio. Capirete bene le ragioni del mio orgoglio, non è certo senza merito che la Carta de Logu, di cui sono uno dei due unici testimoni sopravvissuti, sia rimasta in vigore in Sardegna per oltre 400 anni, fino al 1827, quando, in epoca sabauda, fu sostituita dallo statuto emanato da Carlo Felice.”

Fonte: Biblioteca Reale di Torino

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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