Porticato del Chiostro del Monastero degli Olivetani di Nerviano

In quel territorio attraversato dal corso dell’Olona, e dal 1884 dal canale Villoresi, troviamo la città di Nerviano. Situata in una posizione strategica, sulla strada Statale del Sempione che fin dai tempi più antichi porta da Milano alle Alpi. Nerviano si trova a una quindicina di chilometri dal capoluogo lombardo e a una decina a sud di Legnano e nei secoli ha visto passare il fiume Olona, in tutte le sue trasformazioni da fonte di sostentamento, via di comunicazione, irrigazione per i campi, fino a forza motrice per le varie industrie sorte sul territorio.

Civiltà protostoriche

In termini storici Nerviano è strettamente collegata alle vicine Legnano, Parabiago e Canegrate, con l’Olona a fare da trait d’union. Proprio lungo le rive del fiume, sono sorti i primi insediamenti umani. A Canegrate è stata individuata una civiltà protostorica, i cui reperti non appartengono a nessun’altra cultura, e che si è sviluppata in pianura padana sui territori della Lombardia occidentale, del Piemonte orientale e del canton Ticino dall’età del bronzo recente (XIII secolo a.C.) all’età del ferro. Nota proprio come Cultura di Canegrate, dove, nel 1926, Guido Sutermeister effettuò i primi ritrovamenti. Si trattava di popolazioni protoceltiche che si erano sviluppate e stabilite nell’area padana occidentale, per poi fondersi gradualmente con quelle indigene liguri dando origine alla cultura di Golasecca. Diventando poi terra dei Celti Insubri. Nerviano nei secoli ha seguito poi tutte le vicissitudini storiche del territorio, ebbe notevole importanza nel Medioevo come capopieve di un vasto territorio a nord di Milano, per poi essere coinvolta nell’opposizione dei Comuni all’Impero, quando Federico Barbarossa saccheggiò il territorio nel 1260, e nella lotta fra i Torriani e i Visconti, appoggiati dalla famiglia locale dei Crivelli.

Varie corti settecentesche caratterizzano il centro, dove sulla sponda del fiume Olona, si trovano gli edifici del Palazzo e della Villa Lampugnani, oltre alle chiese dell’Annunciata, detta la Rotondina, con una Madonna attribuita al Bergognone, e di Santo Stefano, ricostruita a metà Ottocento.

Il Conte Ugolino Crivelli

Nel centro di Nerviano troviamo il monastero degli Olivetani, le cui origini risalgono alla fine del Quattrocento, quando il conte Ugolino Crivelli, imparentato ai Visconti, decise di far erigere un convento per ringraziare la Madonna di essere scampato a un pericolo mortale, altri sostengono per una promessa fatta proprio alla Vergine.

Il Conte Crivelli, ebbe una vita tumultuosa, come annotato anche dagli archivi della locale biblioteca civica. Tra i vari passaggi si legge che: “Al nobile era apparsa in sogno una “Signora luminosa” che gli chiedeva di costruirle una chiesa. Il conte aveva provato a resistere, ordinando messe di suffragio con relative donazioni. Aveva anche pagato un pittore per un affresco della Vergine. Seguirono altre apparizioni, ma lui continuava a esitare per paura di dilapidare le sue sostanze e lasciare troppo poco in eredità all’unico figlio maschio che aveva: Antonio. Alla terza apparizione la Signora luminosa predisse appunto la morte di Antonio, se il conte non avesse ottemperato alla richiesta divina”.

Il forte e tenebroso legame con il Monastero degli Olivetani di Nerviano

Ugolino Crivelli rimase fortemente turbato da quest’ultima visione, promettendo la costruzione di un vero e proprio monastero. Ma come riportano sempre i libri locali, temporeggiò troppo e il suo unico erede morì davvero. Disperato, il conte Ugolino si arrese al volere divino e fece costruire il monastero che aveva promesso, nel quale venne poi seppellito insieme a diversi altri nobili del tempo. Ma la storia e la leggenda narrano che, dopo la perdita del figlio, non trovò mai più pace. Né da vivo né da morto, il monastero sembra infatti contare su una presenza, di un’entità misteriosa al suo interno nell’area dell’antica biblioteca. Libri che cadono durante la notte, in modo misterioso e senza che nessuno li abbia toccati, rumori di passi che si aggirano tra le corsie. Sembra che l’entità sia proprio quella del conte Ugolino Crivelli.

Cenni storici sul Monastero di Nerviano

L’edificazione del complesso in pieno centro lungo le sponde dell’Olona iniziò nel 1465 e terminò tre anni dopo. La prima struttura a essere costruita fu la chiesa, dedicata a Santa Maria Incoronata, con annessi alcuni corpi accessori. In seguito furono costruiti il chiostro, le case dei fattori e i rustici.

Nel monastero si stabilirono i monaci Olivetani, nati in Toscana nel 1319 grazie all’opera di San Bernardo Tolomei, seguace delle idee di san Francesco d’Assisi. Gli Olivetani che s’istallarono a Nerviano erano provenienti dal monastero di San Vittore di Milano.

Splendore…

Il primo priore del monastero fu padre Alessandro da Sesto, che trasformò il complesso religioso in un’oasi di fede e culture, grazie anche alle sue conoscenze nel campo della medicina e dell’agricoltura. Negli anni a seguire vide la presenza da un minimo di 7 ad un massimo di 14 monaci.

…e decadenza

Il monastero nervianese, come molti altri conobbe poi un periodo di decadenza, dovuto dal sistema della commenda. Il monastero raggiunse la massima potenza nel ‘600, fino alla metà del ‘700. Oltre a una decina di monaci contava su fattori, contadini, artisti, del sistema dei mulini sorti sulle rive dell’Olona, diventando un vero e proprio centro economico di rilevanza per il territorio.

Abbandono

Fu attivo fino al 1798, quando gli Olivetani dovettero lasciare per sempre il complesso religioso, per la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte.

Dopo la caduta dell’impero napoleonico, per l’ex monastero ci fu un lungo periodo di buio, tanto che agli inizi degli anni settanta del Novecento era in condizioni di gravissimo degrado, usato come cantina e deposito dai contadini del luogo.

Ritorno allo splendore originario

Il restauro del complesso incominciò nel 1974 grazie all’intervento del Comune di Nerviano e all’interessamento della Camera di Commercio di Milano. Si è concluso solo nel 2003, quando l’intero complesso venne restaurato e riportato allo splendore originario con il trasferimento degli uffici comunali e della Biblioteca.

Il complesso attualmente comprende gli edifici monastici prospicienti il chiostro e la chiesa sconsacrata, con la fronte occidentale con la facciata a capanna in mattoni, il rosone in cotto, ora murato, il portale architravato sormontato da un’epigrafe latina e da una lunetta, mentre sul lato nord della chiesa sorge il monastero.

Il chiostro è la parte meglio conservata del complesso, ha una pianta quadrata, che al pianterreno presenta 38 colonne di granito, che formano archi a tutto sesto. Al piano superiore, invece, si apre sui lati nord e sud una loggia con otto arcate a sesto ribassato. Dietro si trova un secondo chiostro, non finito, databile al ‘600, che era adibito a locali di servizio, abitazioni dei fattori, stalle e camere degli ospiti.

La pala del Bergognone

Ma la fama del convento è legata anche alla pala del Bergognone, datata 1522, ultima opera del pittore, posizionata all’epoca sull’altare e conservata ora presso la Pinacoteca di Brera, raffigurante l’Assunzione della Vergine, tra i santi Ambrogio, Agostino, Gervasio e Protasio e l’Incoronazione della Vergine, temi particolarmente cari alla devozione olivetana. Il dipinto originale nel monastero è stato sostituito da una fedele riproduzione.

Oggi l’ex monastero, oltre al Municipio di Nerviano, è anche sede della biblioteca locale. Lungo il perimetro sul fiume Olona, si trova un ponte piccolo ma suggestivo. Il complesso è visitabile durante gli orari di apertura degli uffici comunali oppure nei giorni in cui si svolgono manifestazioni.

Vista dall'esterno del Monastero degli Olivetani di Nerviano
Monastero degli Olivetani di Nerviano
Assunzione della Vergine, pala del Bergognone
Assunzione della Vergine, pala del Bergognone

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