raffigurazione di una sala di lettura con moltissimi tavoli e scaffali

Molti libri, spesso sono molto più antichi della biblioteca stessa, sono già arrivati qui con un ricco carico di memoria e di storie.

“Confessa! Vecchia strega adulatrice del demonio, confessa! Confessa e ti sarà fatta salva la vita.

Quante volte ho sentito queste frasi…. Me ne stavo lì, in silenzio, sul tavolo dove Frate Mario Porcacchi da Castiglione, il mio proprietario, mi lasciava dopo aver finito di meditare sui miei sermoni di San Bernardino da Siena… e assistevo ogni volta alla sua trasformazione: si toglieva le vesti del francescano timoroso di Dio e affamato di conoscenza, per vestire i panni dell’inquisitore crudele, senza clemenza. Mi faceva paura questo suo cambiamento. Ma più ancora mi facevano paura le urla delle donne che interrogava, che torturava. Streghe, come le chiamava lui. A me sembravano piuttosto donne forti e intelligenti, la cui dignità veniva piegata dalla violenza di una fede che col messaggio evangelico ha poco a che fare. E posso ben dirlo io, visto che sono un libro religioso: so di quel che parlo! Quell’uomo mi faceva paura, e ogni volta che mi prendeva in mano per leggermi e scrivere delle note di suo pugno sui miei margini, tremavo. E se un giorno avesse fatto anche a me il male che faceva a quelle donne che riteneva streghe?

Trattenevo il respiro e mi lasciavo sfogliare, immobile. Ho saputo che il processo a Gostanza di Libbiano è andato per il meglio e che quella povera signora si è salvata! Ero in pena per lei, povera donna…. Ho sentito come hanno fatto per estorcerle la confessione di essere una strega: con la tortura! I suoi pianti risuonano ancora tra le mie pagine, perché la carta dei libri sa assorbire molto più di quello che si pensa. Gostanza in realtà non era altro che una povera donna che, rimasta vedova, aveva dovuto inventarsi un modo di sopravvivere e far crescere i suoi figli, diventando una levatrice e curando i malanni con le erbe e altri rimedi naturali. Oggi la chiamereste naturopata autodidatta, nel Cinquecento la chiamavano strega!

Io per conto mio oggi nei depositi della Biblioteca Reale sto bene, anche se non so come ci possa essere arrivato! Di due cose sole non vado molto fiero: non aver potuto far nulla per aiutare Gostanza e le altre donne durante i processi per stregoneria, e portare qui, all’interno della mia copertina, l’ex libris di Mario Porcacchi inquisitore.”

Fonte: L’incunabolo di Mario Porcacchi e la storia di Gostanza Da Libbiano, ante 1489. Biblioteca Reale Torino

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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