alberi con poire prisonniere

Chi si trovasse a passare nelle campagne dell’est della Francia in primavera, potrebbe assistere a uno spettacolo difficile da interpretare per un non esperto di distillati.

Sotto il sole tiepido di questi mesi, infatti, si possono ammirare contadini intenti a trafficare intorno ai rami degli abbondanti peri che in questa regione crescono con particolare facilità. Ma contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare dai contadini, non si sono arrampicati intorno agli alberi per potarli o raccogliere, bensì per aggiungere. Uno per volta infatti, i boccioli dei frutti ancora nella prima fase dello sviluppo, vengono delicatamente inseriti nelle bottiglie che restano appese senza danneggiare né la pera né tanto meno il ramo tramite un ingegnoso sistema di reti e corde, mentre il collo di vetro circonda i piccoli rami senza toccarli.

Per i prossimi mesi questi alberi bizzarri, che paiono aver dato alla luce pomi di vetro, vivranno nelle intemperie, sapendo che ogni colpo di vento troppo forte, ogni pioggia troppo scrosciante, potrebbe strappare loro questi frutti adottivi dentro ai quali piano piano crescono quelli naturali. Le pere infatti continuano la loro maturazione, crescendo fino al punto in cui le proprie dimensioni superano quelle del collo in cui sono entrate, restandovi intrappolate fino al momento della raccolta.

Su 100 frutti soltanto 70 o 80 arriveranno in buono stato alla raccolta , e solo quelli potranno diventare la base per la famosa poire prisonnière.

Il processo di produzione prevede che, dopo un attento lavaggio, le pere vengano messe sotto acquavite dello stesso frutto, rendendolo più morbido, dolce e saporito.

Fonte: Couleur Lauragers – F. Couloumiès

Di Emerenziana Bugnone

Socia Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti, volontaria culturale e accompagnatrice.

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