prospetto 3D dell'interno del Duomo di Milano visto dall'alto

Da milanese, vi confermo senza ombra di dubbio che molti concittadini, nati e cresciuti all’ombra della Madonnina, non sono mai entrati in Duomo, non hanno mai fatto una passeggiata sulle terrazze tra le guglie, non conoscono la cripta. Tutti però ammettono che sia l’inconfondibile simbolo di Milano insieme con la Madonnina che svetta sulla guglia più alta e con la scenografica piazza antistante dove prima o poi tutti noi meneghini ci siamo fatti un selfie nostalgico o ci abbiamo portato gli amici stranieri in visita. Un simbolo non significa solo passato, storia, valori, ma anche strumento indispensabile per guardare al futuro. Ma per fare ciò ci vogliono progetti, idee innovative, capacità di fare promozione e comunicazione corretta. Per preparare il futuro quale momento migliore è stato il lockdown per Covid! Nei mesi della stasi e della chiusura, il Duomo ha pensato di rinnovarsi. Ha ben colto la situazione monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo, raccontando il momento in una metafora: «è l’operosità del bruco che aspetta di diventare farfalla. Mentre molti si lagnavano durante il lockdown qui invece si è sempre lavorato per rinascere farfalle».

Tra i tanti fronti aperti, mi piace cominciare da quello più attuale, ovvero la vera e propria scommessa digitale affrontata dal Duomo. Una svolta per certi versi inevitabile visti i tempi e l’incognita pandemia in futuro. Un nuovo modo di vivere il Duomo da lontano e H24, ma anche una bella anteprima per chi vuole arrivare preparato a una visita in presenza. Un percorso in 3D, introdotto dal nuovo testimonial milanesissimo Gerry Scotti, che replica fedelmente lo spazio fisico, con pillole multimediali a completare l’opera. Sono stati riprodotti centimetro dopo centimetro i 20 mila metri quadrati della cattedrale. Quella che nasce sarà un’immersione totale, che prosegue fino alla cripta, al museo, alle terrazze e all’archivio della Veneranda Fabbrica. Un’altra novità estiva, oltre alle aperture serali delle terrazze per tre giovedì di luglio, riguarderà l’illuminazione del museo del Duomo, progettata dall’ingegner Pietro Palladino. «È il compito della nostra cattedrale essere l’anima luminosa di una città che dà speranza», aggiunge monsignor Borgonovo.

Progetti e iniziative concrete che, con le dovute proporzioni, vediamo o vedremo anche in Abbazia a Novalesa. La nuova illuminazione del campanile della chiesa che diventa una sorta di simbolico faro della val Cenischia è già una realtà, le imminenti visite serali tra parco, chiostro, cappelle e biblioteca e infine il percorso 3D in chiesa, nelle cappelle e nel monastero. Anche a Novalesa l’operosità del bruco si è fatta vedere, si è sempre lavorato per rinascere farfalle prendendo spunto e forza anche dalla eccellenza milanese più nota: il Duomo.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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