Facciata principale del Convento dell’Annunciata Abbiategrasso

Dopo decenni di degrado, negli ultimi anni è tornato a rivivere il convento dell’Annunciata ad Abbiategrasso.

La struttura si trova in via Pontida, nella zona periferica a nord di Abbiategrasso, a poche centinaia di metri dalla circonvallazione che porta a Magenta.

L’Annunciata si lega alla complessa realtà abbiatense con la politica ducale degli Sforza. Galeazzo Maria Sforza e la moglie Bona di Savoia, cognata del re di Francia Luigi XI, avevano infatti scelto il castello di Abbiategrasso come dimora tra le più amate, dove passavano molto tempo e cui erano particolarmente legati. Entrambi diedero vita a diverse opere, rimaste nel tempo. In particolare qui nacque il loro primo figlio Gian Galeazzo Sforza nel 1469. E qui visse poi Bona di Savoia, duchessa di Milano, Signora di Abbiategrasso, dopo la morte del marito Galeazzo Maria, assassinato nel 1476 sul sagrato della chiesa milanese di Santo Stefano. In pratica visse sotto il controllo del potente cognato Ludovico il Moro, che aveva preso il potere a Milano.

Nel 1466 il duca Galeazzo Maria Sforza, mentre rientrava dalla Francia, rimase vittima di un’imboscata, ma riuscì a salvarsi. In segno di ringraziamento, nel 1469, promosse così con Bona di Savoia, l’edificazione di un convento dedicato alla Beata Vergine e ai santi Rocco e Sebastiano nella città di Abbiategrasso, affidato all’ordine dei Frati Minori Osservanti.

Verso la fine del 1471 i frati si insediarono nel convento ormai in fase di completamento, ma fu solo nel 1477 che la chiesa fu consacrata all’Annunciazione, molto più vicina ai francescani e alle devozioni sforzesche. In breve tempo, il nuovo edificio sacro divenne uno dei punti di riferimento della devozione della comunità. Nel corso dei secoli il convento si sostenne sia con i lasciti di vari benefattori, che con le questue provenienti dal territorio circostante. La soppressione degli ordini ecclesiastici nel 1810 da parte di Napoleone portò anche alla chiusura del convento dell’Annunciata, che venne in seguito adibito a sezione maschile della Pia Casa degli Incurabili fino al 1873. Il convento col passare del tempo divenne via via adibito a varie mansioni, da deposito a fabbrica, fino a diventare un’abitazione abusiva, con una situazione di degrado sempre più grave. Finalmente nel 1997 il Comune di Abbiategrasso acquistò il complesso avviando una serie di lavori che durarono fino al 2007. Attualmente la struttura è la sede delle attività universitarie del corso di laurea in Beni Culturali e Lettere dell’Università degli Studi di Milano, e ospita anche esposizioni, concerti di musica sacra e un Centro Congressi.

La chiesa originalmente era a navata unica, divisa in due ambienti da un tramezzo, le due sezioni erano unite da un corridoio centrale. Da una parte si trovavano due cappelle laterali, destinate ai fedeli e alla predicazione, mentre il secondo ambiente consisteva di un presbiterio per il coro e di un’abside per la celebrazione della messa, divisi da un arcone. Mentre il tramezzo fu demolito nel Settecento, l’arcone è stato recuperato e restaurato. Sul fianco sud sono scomparse le due finestre che illuminavano scenicamente il pulpito stesso. Sono andate perdute nel corso dell’Ottocento anche le cappelle laterali nell’aula anteriore. La parte più antica del convento è il lato est, perpendicolare alla chiesa, mentre risale al Cinquecento la trasformazione della parte conventuale in un chiostro quadrangolare, dotato di portici sui lati minori.

L’originaria decorazione all’interno della chiesa è andata perduta; rimane un frammento, oggi presente nella chiesa dell’istituto “Golgi – Redaelli”, raffigurante una Madonna col Bambino, che in origine faceva parte di un affresco raffigurante il duca Galeazzo e la sua famiglia.

Sotto il portico della chiesa sono visibili una Crocefissione e una Madonna col Bambino fra i santi Antonio abate e Barbara” di Bernardino Luini, databile 1521.

L’arcone che conduce all’abside è decorato con due affreschi che ritraggono Dio Padre che indica la colomba planante verso l’Annunciata e L’angelo Annunciante.

Nell’abside sono raffigurate le Storie della Vergine datate 1519, tra cui La fuga in Egitto, l’Incontro di Gioacchino con Anna e L’adorazione dei Pastori, firmato dal pittore Nicola Mangone da Caravaggio, detto il Moietta, artista leonardesco particolarmente attivo in Lombardia nel primo cinquecento.

Molto interessante anche il recupero effettuato sulle due parti del monastero. Quello del refettorio, dove si trovano due affreschi anonimi. Nel primo una particolare e vivace Ultima Cena, risalente all’inizio del ‘600 e il pregevole ciclo tripartito sul tema della Resurrezione, della fine del ‘400. Al secondo piano del complesso è stato recuperato il dormitorio, dove sono visibili le strutture delle antiche cellette dei frati.

Il Convento dell’Annunciata, ha ospitato l’Ambasciata del Gusto, presieduta dal famoso chef Carlo Cracco, in occasione dei sei mesi di Expo 2015 di Milano.

La collaborazione con lo chef, ha permesso al Convento dell’Annunciata di ospitare una puntata della quinta edizione di Masterchef, famoso talent televisivo dedicato alla cucina.

La struttura, negli ultimi anni è stata inoltre protagonista a ciclo continuo di diversi eventi dedicati al cibo, con corsi di cucina, mostre, esposizioni fotografiche, congressi, seminari e degustazioni.

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