La Badia di San Gemolo in Ganna, in provincia di Varese, accresciutasi progressivamente, dal XII secolo in poi, attorno al nucleo originario incentrato sulla chiesa romanica istituita in luogo per il culto del martire Gemolo, è situata in un territorio di incrocio e convergenza di varie valli, ed ha costituito lungo tutto il medioevo un importante snodo di traffico, una sicura stazione di rifugio per i pellegrini, un’efficiente sede sovrana di governo della vita di relazione e di comunicazione tra il mondo alto-lombardo e la vicina regione del Ticino e, al di la di questa, le regioni mitteleuropee.

Come elemento proprio di tale appartenenza, anche la sede monastica di Ganna costituì un’unità del tutto indipendente, assistita da requisiti di sovranità, con potestà di governo di grande rilievo. Dal XII secolo in poi il monastero ha esercitato un dominio effettivo con estensione anche dei propri possedimenti, sulle grandi vie di traffico che, attraverso il mondo prealpino, legavano l’alta Lombardia al nord d’Europa. Ciò comportava la cura di strade, ponti, stazioni di sosta, servizi di soma, ecc.

Tale attività di servizio si rivolgeva non solo ai pellegrini migranti continuamente dalle regioni settentrionali verso Roma, e viceversa di ritorno da Roma verso il nord, ma anche ai mercanti e a tutto il mondo che su quest’ultima si imperniava.

Tuttavia i monaci benedettini di S. Gemolo curarono assiduamente l’attività locale di bonifica del territorio, risanando le paludi circostanti, convogliando le acque nell’attuale lago di Ganna, coltivando sistematicamente i terreni boschivi e passando a coltivazione i nuovi terreni ottenuti da diversi interventi di trasformazione del territorio, come drenaggi, canalizzazioni e dissodamenti.

Questa attività si tradusse anche in corrispondenti unità edilizie; chi prende in considerazione nel suo più ampio sviluppo diacronico la configurazione, la strutturazione, la consistenza delle fabbriche di S. Gemolo in Ganna può constatare immediatamente come la parte di fabbricato destinato a foresteria e a servizi di viaggio e traffico, si accompagni ad altre unità edilizie destinate all’esercizio della attività agricola locale. Il complesso di tali fabbricati venne a costituire così un ulteriore chiostro a pentagono che si espande a partire dal primo chiostro centrale, anch’esso a pentagono, che già si era innestato in un lato dell’antica chiesa romanica.

Per gemmazione successiva venne così a conformarsi un complesso di edifici concentrici, che nel loro cuore hanno le sedi religiose, e perifericamente dispongono le varie unità edilizie funzionali alle diverse attività esercitate. I rustici prospettano verso sud e verso ovest al cospetto del Monte Martica; a nord e a est si strutturano prevalentemente i fabbricati ad uso foresteria, in più diretta accessione a quelli propri delle funzioni monastiche ed amministrative che costituiscono l’asse portante delle porte di fabbricato concepito quasi in guisa di “fortezza” o “palazzo” che prospetta e domina verso il villaggio di Ganna.

Oggi, il complesso della Badia di San Gemolo a Ganna è di proprietà della Provincia di Varese, della Chiesa di Milano e di alcuni privati.

Fonte: La Provincia di Varese

Badia di San Gemolo a Ganna, foto dell'esterno
Badia di San Gemolo a Ganna

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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