casa alpina nel Museo di vita montana a Novalesa

Il Museo di Vita Montana, situato nella via Maestra di Novalesa, ospita in corrispondenza del primo piano dell’edificio, la ricostruzione di una tipica abitazione alpina, adornata e arredata con mobili e oggetti che si trovavano nelle case tradizionali. La ricostruzione è suddivisa in tre zone che riprendono le tre aree principali della casa in cui si trascorreva la maggior parte del tempo: troviamo innanzitutto la cucina, poi la camera da letto ed infine un piccolo disimpegno dove sono esposti gli attrezzi utilizzati per i lavori di casa. Sempre al primo piano troviamo inoltre una mostra dove è esposta una collezione di bambole e degli antichi arredi scolastici.

Entrando in questa piccola dimora sembra di tornare a vivere in un’altra epoca. Un grosso caminetto a legna riempie la parete, e con il suo calore radunava attorno a sé tutta la famiglia, che si divertiva chiacchierando e giocando assieme. Al suo interno si cuocevano le pietanze, dalla carne di animali appena cacciati al caffè o orzo, bevanda considerata di grande prestigio che veniva molto spesso data anche ai malati. Si prediligevano pentole smaltate di colore blu, più costose di quelle tradizionali, ma che costituivano un piccolo vanto per le donne della famiglia. Il grande tavolo in legno, materiale preponderante nelle case tradizionali, raccoglieva attorno a sé tutti i componenti della famiglia che consumavano il loro pasto in servizi di terracotta.

In cucina non poteva mancare la piattaia che custodiva gelosamente i servizi e le stoviglie più pregiati, tramandati da molte generazioni e custodi di una lunga storia. Venivano usati soltanto per le grandi occasioni come battesimi o cerimonie e costituivano un elemento di pregio e vanto per le signore ed erano un indicatore, per gli ospiti, della ricchezza di una famiglia. Queste erano anche le occasioni in cui sfoggiare la roba savuierda, vestito tradizionale femminile proprio del territorio, anch’esso esposto nel Museo.

Immancabile era inoltre la madia, un mobile contenente la farina. Dopo essere stata lavorata all’interno del mobile, l’impasto così formato era custodito lì fino all’arrivo del giorno della cottura presso il forno comunale. Il pane era un elemento base dell’alimentazione contadina, semplice ma nutriente.

Spostandosi nella stanza successiva troviamo la camera da letto. Se la cucina era il luogo in cui si riuniva la famiglia, la camera da letto costituiva uno spazio più intimo. L’arredamento era molto semplice. Si trovava solitamente un letto di dimensioni ridotte accostato alla parete e un armadio, sempre fabbricato dalle mani abili degli uomini di casa, che conteneva pochi abiti appesi e la biancheria. Il materasso era costituito da foglie, solitamente di faggio per l’inverno e di granturco per l’estate. Le lenzuola venivano tessute a mano come anche le federe del cuscino. Al di sotto del letto c’era il vaso da notte e, a fianco, il braciere per scaldare le lenzuola.

Al di sopra della testata del letto non potevano mancare i “ritrot” ovvero fotografie che tenevano viva la memoria di genitori o parenti e, a fianco, l’immagine di un Santo, protettore della famiglia.

Uscendo dalla camera da letto troviamo un piccolo disimpegno che espone diversi attrezzi utilizzati per lo svolgimento dei più svariati lavori domestici. Possiamo infatti trovare tutto il necessario per il bucato, o per il cucito, come ad esempio telai per filare la lana e per la tessitura.

Questa stanza serviva inoltre per la lavorazione del latte, che dopo essere munto mattina e sera in grandi quantità, doveva essere lavorato in breve tempo in modo che non andasse sprecato. Con il latte lasciato riposare in grandi paioli di rame si faceva la panna e dopo una lunga lavorazione si produceva anche il burro. Ogni panetto veniva decorato con un simbolo distintivo di ogni famiglia. Ma il latte veniva usato anche per la produzione del formaggio che veniva lasciato stagionare per molto tempo in seguito ad una lunga lavorazione.

La casa è quindi da sempre luogo di ritrovo, che offre a tutti i componenti della famiglia e agli ospiti un appoggio, un porto sicuro in cui fare sempre ritorno. E anche se gli arredamenti delle nostre case sono molto diversi da quelli dei nostri nonni non ci dobbiamo mai dimenticare il significato proprio della casa, che essi ci hanno insegnato e tramandato. La casa è un luogo sicuro che offre riparo dal freddo e dalle intemperie, che riunisce la famiglia a fine giornata, dando a tutti un letto dove riposare e tanto amore.

Il Museo di Vita Montana si trova in Via Maestra 46, a Novalesa. È aperto tutti i sabati e domenica, da luglio a settembre, dalle ore 15.00 alle 18.00.

Per i gruppi: visite guidate del Museo e del paese su prenotazione.

Per informazioni:

Sito web: Museo di vita montana

Crediti: Associazione Arte, Cultura e Tradizioni a Novalesa in Val Cenischia

È la prima volta che sentite parlare di questo Museo? Vuol dire che vi siete persi un articolo! Per rimediare, cliccate qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.