Strumenti di lavoro conservati nel Museo di vita montana in Val Cenischia

Nel piccolo paese di Novalesa, proprio nel mezzo della Via principale, la Via Maestra, troviamo un luogo in cui il tempo si è fermato. Attraversando un portone di legno, ingresso del museo, ci si ritrova in un’altra epoca molto distante dalla nostra vita quotidiana ma che in qualche modo è stata fondamentale per ciò che siamo oggi.

Entriamo quindi nel Museo di Vita Montana, organizzato su due livelli. Al pian terreno troviamo la sala dedicata ai lavori manuali e artigianali di un tempo. Suddivisa in zone tematiche, qui possiamo trovare gli strumenti e attrezzi che i lavoratori usavano adoperare per le loro attività. La fonte di sostegno primaria era sicuramente l’allevamento e l’agricoltura. Grazie all’allevamento delle mucche ad esempio, si traeva il latte e la carne, ed inoltre gli animali erano anche utili nelle attività agricole, ad esempio per condurre gli aratri durante la coltivazione dei campi. Era molto diffuso anche l’allevamento di galline, che fornivano carne e uova alle famiglie.

Nel museo è visibile una collezione di aratri risalenti a diverse epoche: dall’aratro simmetrico, più tradizionale, a quello asimmetrico conosciuto con il nome di “siloira”. L’aratro non era l’unico strumento usato nell’agricoltura. È possibile vedere infatti anche molti altri strumenti tra cui zappe, falci, rastrelli, forche ed inoltre un’antica trebbia, essenziale durante il periodo di mietitura del grano per separare i chicchi dalla pula.

Parte della sala è dedicata anche agli attrezzi utilizzati per la coltivazione delle vigne. In passato Novalesa era conosciuta per la sua produzione vinicola, tradizione ormai superata a causa delle temperature che si sono irrigidite nel corso degli anni. Possiamo quindi vedere attrezzi utilizzati in ogni fase della viticoltura, dalla vendemmia alla pigiatura delle uve.

Grazie alla natura boschiva del territorio novaliciense, molti attrezzi servivano per il taglio degli alberi: seghe, scuri e cunei sono per questo conservati proprio nel Museo. La legna era utilizzata per scaldarsi ma anche per la costruzione delle abitazioni, per i recinti degli animali o per l’arredamento.

Le attività tipiche del territorio non esauriscono alla sola agricoltura e allevamento. Figura fondamentale del paese era il fabbro. In particolare a Novalesa, luogo di passaggio per viandanti e pellegrini, il fabbro si occupava di ferrare cavalli e muli ma anche di riparare le carrozze e i carri dei viaggiatori. Per i compaesani invece il fabbro forgiava attrezzi per la cucina ma anche decori e abbellimenti per cancelli, serrature e molto altro, tutti elementi conservati nel Museo.

In sintonia con il fabbro lavorava il falegname, figura essenziale per il paese. Molti erano gli artigiani capaci di lavorare questo materiale così versatile, ognuno con il suo stile e il suo tratto distintivo. A loro era dato il compito di creare manici per gli strumenti agricoli, o slitte per il trasporto di legna o fieno ma non solo. Gli arredamenti delle abitazioni erano spesso costituiti in legno come anche molti degli attrezzi usati in cucina, come mestoli o ciotole.

Questi sono solo una piccola parte dei tesori nascosti nel museo, dei racconti che gli oggetti rievocano. Per approfondire vi consigliamo quindi di andare a toccare con mano questi luoghi e di lasciarvi trasportare dalle parole di chi vi accompagnerà durante questa visita. Il Museo di Vita Montana si trova in Via Maestra 46, a Novalesa. È aperto tutti i sabati e domenica, da luglio a settembre, dalle ore 15.00 alle 18.00.

Per i gruppi: visite guidate del Museo e del paese su prenotazione.

Per informazioni:

Sito web: Museo di vita montana

Crediti: Associazione Arte, Cultura e Tradizioni a Novalesa in Val Cenischia

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Museo di vita montana

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