Nel Medioevo, mentre gli uomini potevano scegliere tra diverse forme di vita monastica, le donne, indipendentemente dall’ordine scelto, dovevano rimanere chiuse dietro le grate della clausura. Con tutti i limiti del caso. Anche se apparentemente escluse dal mondo, emergono però nell’XI e XII secolo, figure femminili di grande importanza. Legata all’ordine benedettino non si può non ricordare Hildegard von Bingen, monaca e infine badessa vissuta in Germania nel XII secolo. Difficile inquadrarla, fu infatti musicista, mistica, filosofa, donna di medicina, scienziata e poetessa, una personalità straordinaria che fu addirittura confidente del papa e di imperatori, e fiera sostenitrice della vicinanza della vita monastica al popolo.

A quarantadue anni, in un momento di crisi fisica e psichica, la voce di Dio le intima di scrivere e rendere pubbliche quelle “visioni” che aveva già all’età di otto anni. Da quel momento Hildegard inizia a dettare ciò che le sue visioni le indicano, ne fa dipingere le immagini, e scrive la sua prima grande opera, lo Scivias, Conosci le vie.

Le “ visioni” di Hildegard non sono propriamente momenti di estasi o di trance, essa mantiene sempre il contatto con la realtà, sono piuttosto un modo speciale di “vedere”, un modo di andare nel profondo, di cogliere nessi e relazioni, di immaginare possibilità. Così le descrive, ormai anziana, in una lettera: Queste cose non le percepisco con le orecchie esteriori, né le penso segretamente fra di me, né le apprendo mediante l’uso congiunto dei cinque sensi; posso dire soltanto che le vedo nell’anima…

E le visioni sono accompagnate da una musica celestiale che Hildegard trascrive, componendo canti e musiche all’avanguardia nel panorama gregoriano dell’epoca e che ancora oggi sono eseguiti dai più quotati cori e orchestre.

Un concetto fondamentale su cui ruota tutto il pensiero di Hildegard è quello di Veriditas, un’energia vitale che sostiene l’uomo e l’universo, inscindibilmente legati tra loro. Secondo Hildegard esiste una Sinfonia tra anima e corpo, tra uomo e mondo: entrambi sono animati dalla stessa forza vitale e interscambiano tra loro sia l’energia positiva che quella negativa. Per questo, il benessere psicofisico dell’essere umano può essere trovato solo in armonia con l’ambiente esterno.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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