Tra gli autori più importanti della mistica cristiana di tutti i tempi svetta sicuramente Dionigi l’Areopagita con la Teologia mistica, un testo che fa parte del cosiddetto Corpus Areopagiticum insieme alla Gerarchia celeste, alla Gerarchia ecclesiastica, ai Nomi divini e a dieci epistole dal contenuto molto denso. Siamo nei primi secoli cristiani, alla fine del V° secolo per la precisione, ma la sua influenza sarà determinante per tutto il medioevo grazie alla brillante traduzione fattane da Giovanni Scoto Eriugena nella seconda metà del IX° secolo.

Ci soffermiamo su alcuni passaggi delle prime intense pagine utili per iniziare una riflessione mistica personale. L’opera si apre con una preghiera, un’invocazione alla trinità come al Dio ineffabile, l’Uno di Plotino.

«Trinità sovraessenziale oltremodo divina ed oltremodo buona, custode della sapienza dei Cristiani relativa a Dio, guidaci verso la cima oltremodo sconosciuta, oltremodo risplendente ed altissima dei mistici oracoli, dove i misteri semplici, assoluti ed immutabili della teologia vengono svelati nella tenebra luminosissima del silenzio che inizia all’arcano: là dove c’è più buio lì essa fa brillare ciò che è oltremodo risplendente, e nella sede del tutto intoccabile ed invisibile ricolma le intelligenze prive di vista di stupendi splendori. Questa sia la mia preghiera».

Poi segue un consiglio dato idealmente a Timoteo, discepolo di San Paolo:

«Abbandona i sensi e le operazioni intellettuali, tutte le cose sensibili e intelligibili, tutte le cose che non sono e quelle che sono; e in piena ignoranza protenditi, per quanto è possibile, verso l’unione con colui che supera ogni essere e conoscenza. Infatti, mediante questa tensione irrefrenabile e assolutamente sciolto da te stesso e da tutte le cose togliendo di mezzo tutto e liberato da tutto, potrai essere elevato verso il raggio soprasostanziale della divina tenebra» (Teologia mistica I, 1).

Non male come inizio….

Immagine: Balthasar Cordier (a cura di), Opera S. Dionysii Areopagitae, Anversa, ex officina Plantiniana, B. Moretus, 1633-1634.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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