Al fine della meditazione, propongo un breve e raffinato testo di Ugo di San Vittore, teologo e filosofo vissuto nella prima parte del XII° secolo, di origine sassone ma trasferitosi in giovane età a Parigi per entrare nella abbazia di San Vittore dove fu allievo di Guglielmo di Champeaux. Successivamente si dedicò all’insegnamento e divenne priore della scuola di San Vittore, della quale fu anche uno dei principali maestri.

Storia e teologia sono per lui strettamente collegate, il metodo di studio storico è un un prodotto della teologia, la quale possiede due facce, volta l’una verso la storia e l’altra verso la speculazione. Il tempo della storia è incorporato nel duplice movimento di uscita (exitus) e ritorno (reditus) della creazione in Dio. Data questa considerazione, che meriterebbe peraltro un adeguato spazio di riflessione, Ugo può formulare una proposta teologica di questo genere:

«All’uomo erano state proposte due immagini, nelle quali egli avrebbe potuto vedere le realtà invisibili, una della natura, una della grazia. L’immagine della natura era lo spettacolo di questo mondo, l’immagine della grazia era l’umanità del Verbo. Nell’una e nell’altra si mostrava Dio, ma non era nell’una e nell’altra che egli veniva compreso, perché mediante le sue apparenze la natura ha certo potuto mostrare il suo autore, ma non ha potuto illuminare gli occhi di colui che contemplava. L’umanità del Salvatore, da parte sua, fu il rimedio che restituirebbe la luce ai ciechi, ed insieme l’insegnamento grazie al quale i vedenti riconoscerebbero la verità […]. Con il suo spettacolo, il mondo ha annunciato il suo Creatore, ma non ha infuso nel cuore degli uomini l’intelligenza della verità. Dalle immagini della natura il Creatore era dunque soltanto significato, ma nelle immagini della grazia di Dio era mostrato come presente, perché egli ha creato le une per far comprendere che egli esiste, ma ha agito nelle altre per farsi conoscere in esse come presente. Tale è la distanza che intercorre tra la teologia di questo mondo e questa teologia che viene detta divina» (dal Commentario sulla Gerarchia celeste).

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.