«Con te voglio parlare», scrive Karl Rahner (Friburgo in Brisgovia, 5 marzo 1904 – Innsbruck, 30 marzo 1984) in un breve, ma importantissimo, libriccino editato per la prima volta nel 1938 negli anni in cui lo studioso cattolico elaborava la sua prospettiva filosofica. Quando un grande teologo si rivolge a Dio e stabilisce un colloquio con lui ne scaturiscono sempre parole di vibrante poesia e di alta spiritualità con un minimo comune denominatore: la continua ricerca di Dio. Tale ricerca, che è risposta all’appello di Dio stesso, viene affrontata qui con grande onestà, con totale impegno esistenziale. E in tal modo vi confluiscono scienza teologica e conoscenza dell’uomo, della sua sofferenza, dei suoi limiti, della sua grandezza. Scegliamo tra i tanti questo passaggio ai fini della meditazione: «Allora sarai tu l’ultima parola, l’unica che rimane e non si dimentica. Allora quando tutto tacerà nella morte e io avrò consumato il mio sapere e il mio soffrire, allora avrà inizio il grande silenzio in cui tu solo risuoni, parola dell’eternità. Allora sarà muta ogni parola umana, essere e sapere, conoscenza ed esperienza saranno una cosa sola: “Io conoscerò come sono conosciuto”, comprenderò quello che tu da sempre m’hai detto: te, mio Dio. Non ci sarà parola umana, né immagine, né concetto fra me e te; tu sarai la mia parola del giubilo dell’amore, della vita che riempie ogni spazio della mia anima»*.

*KARL RAHNER, Worte ins Schweigen, 1938.

Trad. it., Tu sei il silenzio, Queriniana, Brescia, 1956, 2019.

Immagine: Agostino Bonalumi, Blu, tela estroflessa e tempera vinilica, 1993.

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.