Introduzione al cristianesimo” è forse il libro più noto e venduto di Joseph Ratzinger. Fu pubblicato la prima volta nel lontano 1968 quasi per caso, nacque infatti dalle lezioni tenute dall’eminente teologo nell’Università di Tubinga nel 1967, e poi fu aggiornato e ripubblicato tante volte fino a diventare una lettura obbligata per chi intende avvicinarsi al Cristianesimo e capirne di più. Il libro vuole affrontare in senso generale e introduttivo il tema della fede cristiana a partire dal Simbolo apostolico.

«Io credo… Amen»

Il libro si apre con una lunga introduzione sul concetto di “fede”, svolta in due momenti: il problema del “credere” nel mondo moderno (in relazione alla mentalità tecnico-scientifica prevalente) e il problema della fede in rapporto con la Chiesa.

Secondo Ratzinger, la fede «non è una forma incompleta di conoscenza» in quanto appartiene «all’ambito delle decisioni fondamentali, di cui l’uomo deve inevitabilmente assumersi la responsabilità»:

«Credere cristianamente significa, in effetti, abbandonarsi con fiducia al senso che sostiene me e il mondo; significa accoglierlo come il solido fondamento su cui io posso stare senza timore. […] Significa comprendere la nostra esistenza come risposta alla Parola, al Lògos che sostiene e mantiene in essere tutte le cose. Significa dare il proprio assenso a quel ‘senso’ che non siamo in grado di fabbricarci da noi, ma solo di ricevere come un dono»
(pag. 66)

La fede cristiana viene inoltre presentata a partire da una prospettiva personale:

«La fede è trovare un ‘tu’ che mi sostiene e che, nell’incompiutezza e nella profonda inappagabilità di ogni incontro umano, mi accorda la promessa di un amore indistruttibile, che non solo aspira all’eternità, ma ce la dona. La fede cristiana vive del fatto che non solo esiste obbiettivamente un senso, ma che questo senso mi conosce e mi ama. Conseguentemente, fede, fiducia e amore formano in ultima analisi un tutto unico e tutti i contenuti, attorno a cui la fede ruoto, sono unicamente concretizzazioni di quella svolta che sostiene tutto, dell’”io credo in te”, ossia della scoperta di Dio guardando il volto dell’uomo Gesù di Nazareth.»
(pag. 72)

Infine, la presentazione della fede come “Parola” e come “Simbolo” porta a comprenderla come «essenzialmente collegata al ‘tu’ e al ‘noi’»:

«C’è religione, in fondo, non nel ritiro solitario del mistico, ma solo nella comunità di chi annuncia e chi ascolta»
(pag. 87)

Dio

Ratzinger passa poi ad analizzare i contenuti del Simbolo apostolico, strutturato in tre parti fondamentali (Dio – Cristo – Spirito e Chiesa).

La trattazione su Dio viene affrontata a partire dal problema di “Dio” nell’esperienza umana. Prosegue quindi con la rivelazione della Bibbia ebraica (in cui Dio è concepito contemporaneamente come «Dio personale» e «Essere assoluto») fino a giungere all’esperienza della Chiesa primitiva (che dovette confrontarsi con il Dio della filosofia greca).

Nel mondo attuale, la fede nel Dio cristiano viene invece collegata a due scelte fondamentali:

  1. il «primato del Lògos» («la fede cristiana in Dio comporta innanzitutto la decisione per il primato del lògos sulla pura materia. […] La fede implica che pensiero e significato non costituiscano solo un prodotto secondario e casuale dell’essere, ma che tutto l’essere sia prodotto del pensiero»
  2. il problema del Dio personale («la fede cristiana in Dio è un credere che il pensiero originario, di cui il mondo rappresenta il pensato, non sia una coscienza anonima e neutrale, ma sia libertà, amore creativo, Persona»). Da qui l’idea che «la suprema legge del mondo non è la necessità cosmica, ma la libertà».

La concezione di Dio come Persona (che porta con sé «il primato del particolare sull’universale») apre quindi la trattazione del problema della Trinità, di cui si presenta uno sforzo di comprensione secondo tre “tesi” (il “paradosso” trinitario «riguarda significato originario di unità e molteplicità», «è in funzione del concetto di persona e va inteso come un’implicanza interna di tale concetto», «fa riferimento al problema di assoluto e relativo, ed evidenzia l’assolutezza del relazionale»).

La professione di fede nella Trinità, secondo Ratzinger, apre quindi a una visione cristiana della realtà e dell’essere:

«Con l’idea che Dio, dal punto di vista della sostanza è Uno, ma che in lui esiste pure il fenomeno del dialogico, della differenziazione e della relazionalità del colloquio, per il pensiero cristiano la categoria della ‘relazione’ venne ad assumere un’importanza completamente nuova. L’esperienza del Dio dialogante, del Dio che non è soltanto Logos, ma anche dià-lògos, non solo Pensiero e Senso, ma manche Colloquio e Parola nella reciprocità dei parlanti, questa esperienza scardina l’antica suddivisione della realtà in sostanza, ciò che è proprio, e accidenti, ciò che è soltanto casuale. Ora appare chiaro che accanto alla sostanza si trova il dialogo, la relatio, come forma ugualmente originaria dell’essere.»
(pag. 172)

Gesù Cristo

La trattazione sulla professione di fede in Gesù parte dal problema del rapporto tra Gesù storico e Gesù della fede. Rispetto all’approccio della teologia moderna (che deve “scegliere” tra «Gesù o Cristo») Ratzinger argomenta la tesi che «Gesù sussiste soltanto come il Cristo e il Cristo non altrimenti che in Gesù», a partire dalla comprensione e dall’approfondimento dei contenuti della fede primitiva (in particolare, nella teologia giovannea) e del processo che portò alla nascita del dogma cristologico.

Vengono quindi analizzata le vie della cristologia, che nascono dalla professione di fede in Gesù Cristo, e definiscono alcuni contenuti fondamentali della fede cristiana: il problema dell’incarnazione, il problema della redenzione (soteriologia) e il problema dell’escatologia (Cristo come «ultimo uomo» il nuovo adamo).

Segue un consistente excursus in cui, a partire dalla professione di fede nella Trinità e in Gesù come Cristo, Ratzinger delinea alcune «strutture fondamentali dell’essere cristiano» e tenta di offrire una sintesi dell’«essenza del cristianesimo»:

«Senza alcun pericolo di cadere in una fraseologia meramente sentimentale, possiamo affermare che i sei principi si sintetizzano, in ultima analisi, nell’unico principio: l’amore. […] Il vero cristiano non è colui che appartiene allo stesso nostro gruppo confessionale, bensì colui che attraverso il suo essere cristiano, è divenuto veramente umano»
(pag. 260)

Infine, viene affrontato lo sviluppo della fede in Cristo presente nel Simbolo:

  • il concepimento “per opera dello Spirito Santo” («il concepimento di Gesù [da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo] non significa che nasce un nuovo Dio-Figlio, ma che Dio, in quanto Figlio nell’uomo-Gesù, attrae a sé la creatura uomo tanto da essere lui uomo […] Dio ha posto dentro la sterile e disperata umanità un nuovo inizio, che non è un risultato della sua storia, bensì un dono dall’alto»)
  • la passione («Nel Nuovo Testamento, la croce appare primariamente come un movimento dall’alto in basso. Essa non è la prestazione propiziatrice che l’umanità offre al Dio sdegnato, bensì l’espressione di quel folle amore di Dio, che si abbandona senza riserve all’umiliazione per redimere l’uomo; è il suo modo di avvicinarsi a noi, non viceversa») da cui scaturisce il culto cristiano e il senso del sacrificio («Il sacrificio non consiste in un dare a Dio ciò che egli non avrebbe senza di noi, bensì nel diventare completamente accoglienti e nel lasciarci totalmente prendere da lui. Lasciare che Dio agisca in noi: ecco il sacrificio cristiano»)
  • la discesa agli inferi
  • la resurrezione
  • l’ascensione
  • il Giudizio finale

Lo Spirito e la Chiesa

Degli ultimi articoli del Simbolo (riguardanti lo Spirito Santo e la Chiesa) viene innanzitutto sottolineata l’unità intrinseca, in quanto trattano del «prolungamento della storia di Cristo nel dono dello Spirito».

Vengono quindi affrontati in particolare due problemi: quello della Chiesa (definita “santa” e “cattolica”) e quello della «resurrezione della carne».

Informazioni:

Joseph Ratzinger, Introduzione al cristianesimo. Lezioni sul simbolo apostolico, Queriniana, 2005, pp. 368, ISBN 9788839928511

Joseph Ratzinger, Einführung in das Christentum: (Vorlesungen über das apostolische Glaubensbekenntnis) , München 1968.

Foto: Sergey Kozhukhov, gennaio 2006

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

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