Dei miei primissimi giorni alla Abbazia di Novalesa ricordo perfettamente l’incontro con il Padre abate Guido Bianchi e un video dell’allora Provincia di Torino che lui stesso mi consigliò di visionare per darmi una idea del posto in cui ero capitato. Il Padre Guido, classe 1929, rifondò l’Abbazia di Novalesa nel 1973, dopo oltre un secolo di abbandono monastico, insieme ad altri tre confratelli provenienti da San Giorgio Maggiore di Venezia. Divenne poco dopo il primo Priore e in tale incarico vi rimase fino al 1988 quando fu nominato abate di Noci in Puglia. Rientrò in Val Cenischia poco più di dieci anni fa quando ormai era in pensione. Al di là dei convenevoli iniziali, lo incontraii veramente per la prima volta durante una passeggiata nelle vicinanze. Stavo rientrando in abbazia quando fui affiancato dalla sua automobile, aprì il finestrino e mi propose di salire a bordo così avrei risparmiato gli ultimi cinquecento metri di strada. Non potei rifiutare l’offerta perché mi resi conto che in realtà voleva parlarmi. E fu così. Mi disse che mi avrebbe raccontato tante cose prima che altri me le riferissero a loro modo. Evidentemente distorte. Mi confidò di tutto e di più, dalla storia del luogo alle esperienze personali, dagli aneddoti ai pettegolezzi, alle storie di paese. In maniera più formale ed edulcorata il tutto è contenuto nella intervista inserita nel video della Provincia di Torino che poi ebbi modo di guardare con calma.

Fu quello un periodo difficile, eroico, carico sicuramente di tante aspettative e speranze, ma anche di altrettante preoccupazioni. L’abbazia era fatiscente, tutto era da ricostruire e rilanciare. Lavoro e preghiera, preghiera e lavoro, alla benedettina, e l’Abbazia piano piano riprese vita e lo smalto del glorioso passato. Cosa vi spinse a fare tutto questo, gli chiesi, quale era l’obiettivo, la missione? Volevamo fare una cosa bella, mi rispose convinto senza aggiungere altro. A quasi mezzo secolo di distanza e per quanto ci riguarda come associazione ci troviamo in una situazione idealmente analoga anche se ovviamente meno complicata e francamente più comoda. E’ nata finalmente Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti per raccogliere l’eredità della storica Associazione San Benedetto, attiva da tanti anni, ma negli ultimi tempi un po’ ferma sugli allori e da riposizionare dal punto di vista giuridico e associativo. Anche noi abbiamo tanti obiettivi e una missione chiara e tra tanti anni quando qualcuno ci intervisterà e ci chiederà notizie su questo momento, credo che potremo rispondere con le stesse parole del padre Guido: volevamo fare una cosa bella! E seria…

Claudio Bollentini

Di Claudio Bollentini

Presidente di Monastica Novaliciensia Sancti Benedicti - https://www.linkedin.com/in/claudiobollentini/

2 pensiero su “Volevamo fare una cosa bella”
  1. Colgo il giusto spirito per fare una bella cosa. Spero nel mio piccolo e dalla val Padana di poter contribuire: la bellezza salverà il mondo.

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